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“Ti tagliamo i piedi”: intimidazioni shock al padre della ragazza minacciata a Livorno

Ghiozzi e Gasparri (Lega): "C'è chi vuole uno Stato islamico nello Stato. Espulsioni immediate e chiusura di tutte le moschee abusive in città"

LIVORNO – “Dopo le inaccettabili minacce di morte rivolte a una ragazzina, colpevole solo di non indossare abiti considerati ‘consoni’ all’Islam, emergono oggi nuovi e inquietanti dettagli. Il padre della minore, che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto, è stato a sua volta vittima di gravi intimidazioni”.

Così Carlo Ghiozzi, segretario provinciale Lega e capogruppo Comune di Livorno e Michele Gasparri, segretario di Sezione Lega Livorno, che affermano: “La minaccia di ‘tagliargli i piedi’ – una pratica barbara volta a provocare un dissanguamento mortale – dimostra in modo inequivocabile che non ci troviamo di fronte a un episodio casuale o isolato. Soprattutto, non si tratta di un problema circoscritto a una singola area o a un singolo parco cittadino, ma del sintomo allarmante di una deriva che coinvolge ormai diverse zone di Livorno”.

“A nome della Lega – proseguono Ghiozzi e Gasparri – esprimiamo la massima solidarietà al padre e alla sua famiglia, puntando il dito contro un’emergenza diffusa su tutto il territorio. Queste minacce testimoniano l’esistenza di una matrice precisa che rifiuta di tenere conto delle leggi dello Stato italiano. Siamo di fronte al folle tentativo di creare uno ‘Stato dentro lo Stato’, con regole proprie e inaccettabili. Non possiamo più permetterci di traccheggiare con personaggi che vogliono imporre morte e torture per chi non rispetta la legge del Corano. È una follia che va stroncata alla radice”.

“Di fronte a questo clima di intimidazione che si allarga a macchia d’olio, la Lega chiede processi esemplari e l’espulsione immediata per chi si macchia di simili reati. Ora, grazie anche ai nuovi regolamenti approvati da pochi giorni in Europa che evidenziano come la linea italiana di realizzare i Cpr (Centri di Permanenza per i Rimpatri) anche fuori dai confini nazionali sia assolutamente condivisibile, abbiamo gli strumenti per agire. La Toscana deve finalmente fare la sua parte: servono hotspot in entrata per coloro che arrivano con le navi delle Ong e Cpr regionali per garantire espulsioni rapide e immediate dal nostro territorio; così la magistratura non può applicare attenuanti in questi casi”.

“L’episodio di questi giorni è solo la punta dell’iceberg di un quadro di illegalità diffusa. Come già denunciato in più occasioni, affrontando il problema in varie zone della città (da via dell’Angiolo a piazza Garibaldi), esiste una rete di luoghi di culto che operano al di fuori delle regole. Il problema riguarda tutta Livorno. In questo senso, il Comune si deve muovere immediatamente per la chiusura di tutte le moschee abusive presenti sul nostro territorio. L’amministrazione – concludono gli esponenti del Carroccio – non può più voltarsi dall’altra parte o minimizzare derubricando questi fatti a liti di quartiere: serve un segnale di legalità forte e immediato a tutela di tutti i cittadini livornesi”.

 

© Riproduzione riservata

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