SIENA – Nel cuore di Siena, tra le note dell’Accademia Musicale Chigiana e l’eco storica di Piazza del Campo, prende forma il futuro della MotoGP. Il team Prima Pramac Yamaha ha scelto la Toscana per svelare la sua anima 2026. Un anno speciale, che segna un doppio anniversario: 25 anni nel Motomondiale e 60 di storia per il marchio Pramac.
Ma gli occhi di tutti erano puntati sui protagonisti in sella. Da una parte la conferma solida, Jack Miller. Dall’altra la novità assoluta, l’uomo più atteso: Toprak Razgatlıoğlu. Il tre volte campione del mondo Superbike fa il grande salto. È il primo pilota turco nella classe regina, pronto a portare il suo stile di guida spettacolare e istintivo tra i giganti della velocità.
Sul palco, insieme ai piloti, c’era lo stato maggiore: il Team Principal Paolo Campinoti, il direttore Gino Borsoi e il managing director di Yamaha Motor Racing, Paolo Pavesio. Il messaggio è chiaro: il 2025 è stato l’anno delle fondamenta, il 2026 sarà quello della crescita e dello sviluppo.
La vera rivoluzione, però, è sotto la carena. Yamaha ha cambiato filosofia. La nuova YZR-M1 è spinta da un motore V4, un taglio netto col passato per recuperare terreno. “Sembra un nuovo capitolo – ammette Miller – c’è fiducia. Tornare al box e trovare le stesse facce è un valore aggiunto in questo paddock”. Per l’australiano, veterano della categoria, l’obiettivo è chiaro: usare la sua esperienza per far crescere la moto.
Toprak, invece, predica calma ma tradisce emozione. “È un momento speciale. I primi test con il V4 sono stati positivi, soprattutto in accelerazione e uscita di curva”. Il turco sa che la MotoGP non perdona la fretta. “Ora serve pazienza. Devo capire la moto, le gomme, il livello degli avversari. I risultati arriveranno col lavoro”.
Per la squadra, questa stagione è una sfida tecnica e umana. Yamaha vede in Pramac non un semplice team satellite, ma un pilastro della sua strategia ufficiale. “Il talento di Toprak è fuori discussione – spiega Pavesio – ma il suo passaggio in top class richiede tempo. Noi gli daremo il contesto giusto per crescere”. Gino Borsoi rilancia: “L’esperienza di Jack coi motori a V sarà oro per lo sviluppo. E Toprak? Potrebbe sorprenderci fin dall’inizio”.
L’obiettivo condiviso resta ambizioso: riportare il progetto nelle “parti nobili” della classifica. Con la stabilità dello sponsor Prima Assicurazioni e una coppia di piloti così diversa e complementare, Pramac è pronta a riaccendere i motori.
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