FIRENZE – Giornata no, con tre sconfitte e un pareggio, per le toscane di C nell’infrasettimanale.
Pontedera – Juventus Next Gen 0-1
PONTEDERA: Biagini, Leo, Faggi (32’st Emmanuello), Kabashi (32 st Caponi), Sapolq, Vitali, Cerretti, Nabian (25’st Buffon), Raychev (9’st Fancelli), Yeboah, Paolieri (9’st Mbambi). A disp.: Strada, Saracco, Teixeira, Manfredonia, Pietrelli, Wagner, Beghetto. All.: Braglia.
JUVENTUS NEXT GEN: Mangiapoco, Gil, Macca (21’st Mazur), Mulazzi (32’st Pagnucco), Puczka, Owusu (21’st Cudrig), Deme (32’st Licina), Savio, Faticanti, Guerra, Van Aarle. A disp.: Bruno, Fuscaldo, Anghel, Amaradio, Brugarello, Oboavwoduo. All.: Brambilla.
ARBITRO: Sacchi di Macerata (Mino – Di Curzio)
RETI: 33’pt Deme
NOTE: Ammoniti Macca
PONTEDERA – Una serata amara, segnata dai rimpianti e da un uso chirurgico del “Var di categoria”, condanna il Pontedera di Piero Braglia alla sconfitta interna contro la Juventus Next Gen. Al Mannucci finisce 0-1, con la rete di Deme nel primo tempo che spezza l’equilibrio e regala tre punti d’oro ai bianconeri, bravi a resistere all’assalto disperato dei granata e a capitalizzare al massimo gli episodi favorevoli in una gara dominata dalle chiamate all’Fvs.
L’avvio è di quelli che promettono battaglia, con Braglia che sorprende tutti lanciando Paolieri dal primo minuto al posto dell’acciaccato Piana. Il Pontedera gioca a viso aperto e si rende pericoloso a più riprese con Yeboah, ma la sfortuna e la poca precisione sotto porta impediscono ai padroni di casa di sbloccare il match. La beffa arriva al 33′: Mulazzi scappa sulla destra e serve Deme, il cui destro non lascia scampo a Biagini. Il gol viene convalidato solo dopo un lunghissimo check all’Fvs richiesto da Braglia, che però non sortisce l’effetto sperato. Ma il vero psicodramma si consuma nel recupero della prima frazione: l’arbitro assegna un penalty al Pontedera per un atterramento di Vitali, ma la chiamata della panchina juventina all’Fvs porta al clamoroso dietrofront del direttore di gara, che revoca rigore e giallo tra le proteste dei tifosi locali.
Nella ripresa Braglia prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche, compreso il suggestivo ingresso del “figlio d’arte” Buffon, cresciuto proprio nell’academy bianconera. Il Pontedera spinge con generosità, sfiora il pari con un’incornata di Leo che sibila a fil di palo e ci prova fino all’ultimo secondo. Al 40′ l’episodio che potrebbe cambiare tutto: Buffon finisce a terra in area dopo un contatto con Gil. Braglia si gioca l’ultima carta dell’Fvs, ma dopo l’ennesima revisione al monitor, l’arbitro Sacchi conferma la decisione iniziale lasciando i granata a bocca asciutta.
Il finale è incandescente, con un rosso sventolato alla panchina bianconera e sei minuti di recupero vissuti in un clima elettrico. Al triplice fischio resta la sensazione di un Pontedera vivo, capace di lottare alla pari contro una delle formazioni più tecniche del girone, ma punito eccessivamente dagli episodi e da un pizzico di malizia in meno negli ultimi sedici metri. Una sconfitta che brucia, ma che deve servire da lezione per una squadra che, sotto la guida di Braglia, ha dimostrato di avere cuore e carattere.
Livorno – Perugia 1-2
LIVORNO: Seghetti; Ghezzi (48’st Marinari), Camporese, Tosto, Haveri; Luperini (36’st Biondi), Hamlili, Marchesi (21’st Bonassi); Panaioli (21’st Peralta); Vayrynen (21’st Dionisi), Malagrida. A disp.: Tani, Ciobanu; Mawete, Gentile, Noce, Baldi, Odjer. All.: Venturato.
PERUGIA: Gemello; Dell’Orco, Stramaccioni, Riccardi; Tozzuolo, Bartolomei (38’st Nepi), Tumbarello, Lisi (25’st Bacchin); Manzari (38′ t Megelaitis), Montevago (38’st Verre), Canotto (10’st Bolsius). A disp.: Moro, Vinti; Joselito, Angella, Terrnava, Perugini, Dottori, Ladinetti, Calapai. All.: Tedesco.
ARBITRO: Diop di Treviglio (Antonicelli di Milano e Manzini di Voghera)
RETI: 7’st Montevago, 35’st Bartolomei, 47’st rig. Dionisi
NOTE: ammoniti Tumbarello, Vayrynen, Manzari
LIVORNO- Il Livorno inciampa tra le mura amiche e mastica amaro. All’Armando Picchi, il turno infrasettimanale si trasforma in una serata da dimenticare per gli amaranto di Stefano Venturato, che cedono il passo a un Perugia più cinico e organizzato. Finisce 1-2, un risultato che brucia non solo per il prestigio della sfida, ma soprattutto perché sancisce la terza caduta interna di questo 2026, facendo scivolare il Livorno momentaneamente fuori dalla zona playoff. Una sconfitta che fa male, arrivata al termine di una gara dove la reazione d’orgoglio finale non è bastata a rimediare a un secondo tempo troppo distratto.
L’avvio è tutto di marca umbra. Il Perugia prende subito il comando delle operazioni con Bartolomei e Canotto che mettono a dura prova i riflessi di Seghetti. Il Livorno prova a rispondere di nervi, ma la manovra appare farraginosa e priva di quella fluidità necessaria per scardinare la difesa del Grifo. L’unico vero sussulto della prima frazione porta la firma di Luperini, ma la sua conclusione di prima intenzione termina lontana dallo specchio. Si va al riposo sullo 0-0, con la sensazione che gli amaranto debbano cambiare marcia per evitare la beffa.
E invece, a inizio ripresa, arriva la doccia fredda. Al 7′, Montevago si libera in area con troppa facilità e trafigge Seghetti con un diagonale chirurgico che gela il Picchi. Venturato prova a correre ai ripari con un triplo cambio, inserendo l’esperienza di Dionisi e Peralta, ma il Perugia raddoppia al 35′: è ancora un diagonale, stavolta firmato da Bartolomei, a punire una retroguardia amaranto troppo passiva. Sotto di due reti, il Livorno ha il merito di non mollare e in pieno recupero accorcia le distanze: Stramaccioni atterra Peralta in area, Diop concede il rigore e Dionisi non sbaglia dal dischetto, spiazzando Gemello.
Il forcing finale, però, produce solo tanta confusione e nessun brivido concreto per la porta umbra. Al triplice fischio esplode la gioia del Perugia, mentre per il Livorno è tempo di riflessioni. La squadra di Venturato ha dimostrato di soffrire terribilmente le ripartenze e di faticare a costruire palle gol nitide senza il punto di riferimento Di Carmine.
Arezzo – Ternana 1-2
AREZZO: Venturi; Cortesi (1’st Eklu), Gilli, Gigli, Di Chiara (1’st Righetti); Chierico (28’st Ravasio), Guccione (11’st Viviani), Renzi; Pattarello, Cianci, Varela (11’st Tavernelli). A disp.: Trombini, Galli, Coppolaro, Casarosas, Chiosa, De Col, Arena, Iaccarino. All.: Bucchi.
TERNANA: D’Alterio; Donati, Kurti, Pagliari; Kerrigan (31’ st Meccariello), McJannet, Vallocchia (1’ st Majer), Ndrecka (31’ st Ndrecka); Garetto; Panico (23’ st Dubickas), Ferrante (43’ st Orellana). A disp.: Morlupo, Delibra, Tripi, Leonardi, Aramu, Lodovici, Proietti, Martella. All.: Liverani
ARBITRO: Gauzolino di Torino (Sicurello, Martone)
RETI: 31’pt Ferrante, 45’pt Cianci, 25’st Dubickas
NOTE: Ammoniti Cianci, Viviani, Gilli, Vallocchia, Kurti
AREZZO – Cala il sipario sul Comunale e l’Arezzo deve ingoiare il calice amaro della sconfitta. Finisce 1-2 il derby contro la Ternana, un risultato che interrompe la striscia positiva degli amaranto e segna il secondo stop interno della stagione. Una gara decisa dagli episodi e dalla spietatezza dei singoli, dove il cuore della squadra di Bucchi non è bastato a compensare alcune disattenzioni difensive pagate a caro prezzo contro un avversario di rango superiore.
Mister Bucchi opta per un turnover ragionato, lanciando dal primo minuto Di Chiara e Cortesi, con la coppia d’attacco formata da Varela e l’ex di turno Pietro Cianci. L’avvio è di marca umbra, con Pagliari che scalda subito i guantoni di Venturi, ma l’Arezzo risponde con le fiammate di Varela e un Cortesi che manca di un soffio l’appuntamento col gol dopo una fuga solitaria. Al 31′ la Ternana passa: Ndrecka pennella un cross perfetto per Ferrante, che anticipa Gigli e batte Venturi. È il primo gol su azione subito dagli amaranto nel nuovo anno, una ferita che però viene rimarginata proprio allo scadere del primo tempo. Una splendida azione corale sull’asse Pattarello-Varela-Di Chiara libera al limite Cianci: il centravanti barese non perdona la sua ex squadra, infilando il decimo gol stagionale che manda le squadre al riposo sull’1-1.
Nella ripresa il tecnico amaranto prova a cambiare l’inerzia con una girandola di cambi, inserendo Righetti, Mawuli e Tavernelli, ma la Ternana dimostra di avere una panchina lunghissima. Al 70′ è proprio il neo entrato Dubickas a gelare lo stadio: sugli sviluppi di un corner, il centravanti lituano trova lo spiraglio giusto sul secondo palo per il nuovo vantaggio rossoverde. L’Arezzo non ci sta e un minuto dopo Tavernelli sfiora il pari, trovando però sulla sua strada un D’Alterio monumentale.
Il finale è un assalto all’arma bianca, condito dalle scintille e dalle chiamate al sistema Fvs. Bucchi si gioca entrambe le card per chiedere la revisione al monitor: prima per un possibile rosso a Kurti e poi, in pieno recupero, per un sospetto contatto in area su Mawuli. In entrambi i casi, il direttore di gara Gauzolino conferma le decisioni di campo, scatenando le proteste della panchina amaranto che costano l’espulsione a De Col.
Nonostante il forcing disperato e i tentativi di Tavernelli, il muro umbro regge fino al triplice fischio. L’Arezzo esce dal campo tra gli applausi del proprio pubblico per l’impegno profuso, ma con la consapevolezza di aver perso un’occasione importante. Ora la testa va subito al posticipo di lunedì a Campobasso per riprendere immediatamente il cammino.
Ravenna – Arezzo 0-0
RAVENNA: Anacoura; Donati, Bianconi, Esposito, Bani (42’st Rrapaj); Mandorlini, Lonardi, Tenkorang (30’st Corsinelli); Spini (42’st Calandrini), Italeng (14’st Okaka), Fischnaller (30’st Motti). A disp.: Stagni, Poluzzi, Scaringi, Karim, Da Pozzo. All.: Mandorlini
PIANESE: Filippis; Ercolani (39’st Bertini), Gorelli, Amey; Sussi, Colombo (45’st Ongaro), Simeoni, Proietto, Martey (45’st Balde); Peli (21’st Fabrizi), Ianesi (21’st Tirelli). A disp.: Nespola, Reali, Spinosa, Jasharovski, Nicastro, Xhani. All.: Birindelli.
ARBITRO: Di Loreto di Terni (Nigri – Decorato)
NOTE: Ammoniti Ianesi, Italeng, Filippis, Fabrizi
RAVENNA – Un gran bel punto quello che la Pianese conquista sul campo del Ravenna, seconda forza del campionato, al termine di una gara intensa e in cui le zebrette si sono dimostrate coriacee. Uno 0-0 lottato che conferma il momento positivo delle zebrette, al quinto risultato utile consecutivo, frutto di una grande prestazione collettiva al cospetto di un avversario di altissimo livello. La formazione di Birindelli concluderà la settimana con il turno casalingo contro il Pineto.
Nelle prime battute il Ravenna prova a premere, ma anche la formazione bianconera non rinuncia a offendere sfruttando le ripartenze. Al 14’ i padroni di casa trovano un buon corridoio centrale con Lonardi, che premia l’inserimento di Fischnaller: sul suo suggerimento a centro area Filippis si fa però trovare attento. Le zebrette non stanno a guardare e al 25’ orchestrano una buona azione che porta alla conclusione Proietto dai 25 metri, il suo mancino si spegne a lato di poco. La prima frazione continua ad essere equilibrata, ma i bianconeri di Birindelli in più di una sortita provano a spaventare i padroni di casa. Da una palla recuperata a centrocampo, al 40’ Ianesi innesca Colombo in contropiede, il numero 4 arriva al limite dell’area e calcia, trovando la ribattuta di un difensore. Sul successivo corner Martey disegna una parabola insidiosa, ma Anacoura riesce a farsi largo in area respingendo con i pugni. Nuovo affondo delle zebrette al 44’, con Ianesi che innesca Martey, ma il suggerimento è leggermente troppo lungo. Dopo un minuto di recupero il primo tempo termina a reti bianche.
La seconda frazione si apre con un traversone di Spini da destra al 7’, Ercolani però è bravissimo a leggere la traiettoria e a chiudere la diagonale. Coraggioso due minuti più tardi Filippis, che avanza quasi fino a centrocampo per intercettare un suggerimento in profondità di Esposito, ben disinnescato dal portiere bianconero con un’uscita provvidenziale. Al 14’ a tentare la battuta da buona posizione è Lonardi, il cui tiro non centra però lo specchio. La Pianese però è attenta e al 18’ va vicina al gol: fa tutto Ianesi che parte da centrocampo, converge sul destro e calcia a rientrare sul secondo palo, Anacoura si deve superare per respingere il tiro del numero 10 bianconero. Altro affondo degli uomini di Birindelli al 20’: Colombo si distende bene e allarga per Peli, che si accentra e gli rende la sfera, sul più bello però rinviene Bianconi a stopparlo. Altra azione degna di nota di marca bianconera al 24’: a costruirla sono i neoentrati Fabrizi e Tirelli, dopo che il primo recupera la sfera sulla trequarti e la serve al compagno, che da buona posizione calcia col mancino non trovando lo specchio per poco. La formazione bianconera continua a guadagnare metri di campo con il passare dei minuti, rendendosi pericolosa in più di una circostanza.
La partita però scorre fino al fischio finale senza ulteriori sussulti, al Benelli termina 0-0.
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