HONG KONG – Il 2026 del tennis italiano si apre con un boato che arriva direttamente dal cemento del Bank of China Open.
Lorenzo Musetti non si è limitato a conquistare la finale nel torneo Atp 250 di Hong Kong: battendo in rimonta il russo Andrey Rublev, il talento di Carrara ha ufficialmente abbattuto la barriera dei giganti, issandosi al numero 5 del ranking mondiale.
Da lunedì, la classifica Atp racconterà una storia senza precedenti per il nostro sport: Lorenzo diventerà il terzo italiano nell’era Open a entrare in top 5, ma soprattutto l’Italia si presenterà agli Australian Open con due giocatori (Sinner e Musetti) tra i primi cinque del mondo. Un record assoluto che certifica l’epoca d’oro del tennis tricolore.
La semifinale contro Rublev è stata una battaglia epica di due ore e 43 minuti, conclusa col punteggio di 6-7 (3), 7-5, 6-4. Musetti, testa di serie numero 1 del tabellone, ha sfoggiato un repertorio di rara bellezza, chiudendo con 43 vincenti e dimostrando una tenuta mentale granitica. Dopo aver ceduto il primo set al tie-break e aver subito l’aggressività fisica del russo, il carrarese ha saputo alzare l’asticella nel secondo parziale, pareggiando i conti. Nel terzo e decisivo set, il break chirurgico nel nono gioco ha spianato la strada verso il successo, non prima di aver annullato con coraggio tre palle del 5−5 nell’ultimo game al servizio.
“Non avevo mai giocato così ad Hong Kong – ha dichiarato a caldo un Musetti visibilmente emozionato – Ogni volta che alzavo il livello, Rublev faceva lo stesso, ma alla fine ce l’ho fatta. Sono orgoglioso di quanto espresso in campo e sono felicissimo di giocare due finali”. Il toscano, infatti, vivrà una domenica da stakanovista: oltre all’ultimo atto del singolare contro l’estroso Alexander Bublik (testa di serie 2 e 11 del mondo), scenderà in campo anche per la finale di doppio in coppia con l’amico Lorenzo Sonego.
Per Musetti quella di domani sarà la nona finale in carriera nel circuito maggiore, la più dolce perché giocata con la certezza di essere ormai un membro stabile dell’élite mondiale. Il ‘braccio di Dio’ di Carrara ha smesso di incantare solo a tratti: ora è una certezza d’acciaio pronta a dare l’assalto ai vertici del tennis globale.
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