FIRENZE – Il calcio italiano ritrova uno dei suoi protagonisti più discussi e, al tempo stesso, tecnicamente stimati: Fabio Paratici riparte da Firenze. La presentazione ufficiale è arrivata nella cornice avveniristica del Rocco B. Commisso Viola Park, segnando il ritorno operativo dell’ex dirigente di Juventus e Tottenham dopo il lungo esilio forzato dovuto ai 30 mesi di inibizione per il caso plusvalenze. Un colpo di scena che accende i riflettori sulla società di Commisso, decisa a puntare su un profilo di caratura internazionale per dare il definitivo salto di qualità al progetto tecnico della Fiorentina.
Paratici si è presentato con il tono di chi ha attraversato la tempesta e ne è uscito con una corazza nuova. “Oggi sono una persona migliore, più strutturata”, ha esordito davanti ai taccuini, sottolineando come quel silenzio forzato sia diventato terreno fertile per riflessioni e analisi che la frenesia del calciomercato solitamente non concede. Un ritorno in Italia che sa di rivincita personale, a cinque anni dall’addio alla Torino bianconera, intervallati dall’esperienza londinese e dal duro stop imposto dalla giustizia sportiva.
Il nuovo ds viola non ha però rinunciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa riguardo alle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto. Difendendo l’operato del periodo juventino, Paratici ha ribadito la propria posizione: nessuna condanna per valori artificiali, ma l’applicazione di un principio contabile inedito che ha trasformato le scelte societarie in capi d’accusa. “Mi sono quasi vergognato di dovermi difendere perché sentivo di non aver commesso nulla”, ha ammesso con una punta di amarezza, descrivendo un percorso umano complicato ma necessario per la sua maturazione professionale.
A Firenze l’accoglienza è un misto di curiosità e grandi aspettative. Il compito che attende Paratici non è semplice: dovrà integrarsi in una struttura societaria già solida e rispondere alle ambizioni di una piazza che sogna di tornare a stabilmente nei palcoscenici che contano. La sfida è lanciata e il cronometro, dopo trenta mesi di fermo, ha ricominciato a correre sul prato del Viola Park.
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