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Pedaggi autostradali, via ai rimborsi per ritardi e cantieri: ecco le nuove regole dal 2026

Dal 1° giugno anche in Toscana entrano in vigore le nuove regole sui rimborsi dei pedaggi autostradali, pensate per compensare gli automobilisti che subiscono ritardi significativi durante la percorrenza della rete nazionale. La misura riguarda disagi causati da cantieri programmati o da blocchi della circolazione dovuti a incidenti, maltempo o altre criticità operative.

Il nuovo sistema è stato definito dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti attraverso la delibera n. 211/2025 e introduce un principio di proporzionalità tra il pedaggio pagato e la qualità del servizio effettivamente ricevuto. In sostanza, quando il viaggio viene rallentato oltre determinate soglie, l’utente potrà ottenere un ristoro economico.

Le regole sui rimborsi dei pedaggi autostradali prevedono criteri diversi in base alla lunghezza del tragitto. Sui percorsi inferiori ai 30 chilometri il rimborso potrà essere riconosciuto indipendentemente dal tempo perso. Tra 30 e 50 chilometri sarà necessario un ritardo di almeno 10 minuti, mentre oltre i 50 chilometri la soglia sale a 15 minuti.

Per quanto riguarda i blocchi totali della circolazione, il ristoro sarà calcolato sulla tratta interessata. Con un fermo tra 60 e 119 minuti è previsto il 50% del pedaggio, che sale al 75% tra 120 e 179 minuti. Oltre le tre ore di interruzione, il rimborso sarà integrale.

Un capitolo importante riguarda anche la modalità di richiesta. In una fase iniziale, le domande dovranno essere presentate direttamente ai concessionari attraverso i loro canali digitali o numeri verdi. Successivamente sarà attivata una piattaforma unica nazionale che permetterà di verificare automaticamente i disagi inserendo la targa del veicolo.

Non tutti i casi rientrano però nel sistema dei rimborsi. Sono esclusi gli importi inferiori a 10 centesimi, mentre i rimborsi saranno accreditati solo al raggiungimento di almeno un euro complessivo. Restano fuori anche i cantieri in emergenza legati a incidenti, calamità o interventi urgenti di sicurezza.

Non saranno inoltre indennizzati i cantieri mobili nella fase iniziale di applicazione della misura, anche se i gestori avranno l’obbligo di informare tempestivamente gli utenti.

REDAZIONE

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