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No a Cpr e hotspot in Toscana: il consiglio regionale dice sì a due mozioni

FIRENZE – Il consiglio regionale dice no ai Cpr, in particolare a quello previsto nel territorio del comune di Aulla, e no al cosiddetto hotspot nel comune di Collesalvetti, attraverso due mozioni – rispettivamente del gruppo Avs e del Partito Democratico – approvate dall’aula di palazzo del Pegaso. L’atto sui Cpr è stato approvato col voto favorevole delle forze di maggioranza e Forza Italia, l’altro invece dalle sole forze di maggioranza.

La mozione di Avs, ricordando l’interesse del governo alla realizzazione di un Cpr nel comune di Aulla e come questa ipotesi abbia suscitato forte preoccupazione e contrarietà sia da parte dell’amministrazione comunale che della cittadinanza, impegna la giunta regionale ad esprimere nelle sedi istituzionali competenti la propria contrarietà alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio nel comune di Aulla, località Pallerone.

Per Massimiliano Ghimenti (Avs), primo firmatario, il Cpr rappresenta il “fallimento dello Stato, un abominio sociale che non funziona e crea solo sofferenza, uno spazio grigio che produce consenso sulla pelle delle persone più fragili”. E sulla scia del fallimento del modello Albania, il consigliere ha invitato a sostenere la mozione contraria al Cpr ad Aulla, sottolineando come un paese sia forte nella misura in cui si batte per la dignità, per l’accoglienza diffusa e per la cooperazione internazionale.

“Questo atto permette di esprimere una posizione netta sui Cpr e sulla localizzazione ad Aulla”, ha esordito il governatore Eugenio Giani, fermo nel dire che “la Toscana non è disponibile e che i Cpr necessitano di una autentica politica di riforma”. Nel merito di Aulla, poi, “la scelta è sbagliata e mal si concilia con la politica di valorizzazione della Lunigiana”, portata avanti dalla Regione.

La mozione del gruppo Pd, ricordando che secondo organi di stampa il ministero dell’interno, tramite la prefettura di Livorno, starebbe valutando l’individuazione – nel comune di Collesalvetti – di un’area adibita alla realizzazione di un nuovo hotspot destinato alla gestione delle procedure di arrivo, di prima assistenza, di identificazione e di successivo indirizzamento dei cittadini stranieri giunti irregolarmente sul territorio nazionale, prendendo atto di come tale scelta non appaia compatibile con le caratteristiche territoriali, sociali e infrastrutturali di questa zona e di come siano già state espresse posizioni di ferma contrarietà da parte del sindaco di Livorno, della sindaca di Collesalvetti e dell’assessora regionale competente, impegna la giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia scongiurata la realizzazione dell’hotspot a Collesalvetti e parimenti a rappresentare al Governo le gravi criticità dell’attuale sistema dei Centri per l’immigrazione con la necessità di una revisione organica della disciplina vigente, superando logiche emergenziali e modelli basati sulla concentrazione dei migranti.

Nel presentare l’atto, Alessandro Franchi (Pd), primo firmatario, auspicando un metodo di condivisione con le istituzioni locali, si è detto fermamente contrario a legare infrastrutture come i porti di Livorno e Carrara a veri e propri punti di sbarco. “Nella nostra Toscana dobbiamo recuperare il valore dell’accoglienza diffusa – ha concluso il consigliere – che più volte abbiamo positivamente sperimentato”.

Una dura critica al sistema italiano di accoglienza è arrivata dal consigliere del Partito Democratico Matteo Biffoni che, citando il campione toscano di ciclismo Gino Bartali ha detto “è tutto sbagliato, è tutto da rifare. La confusione deriva dal testo unico dell’immigrazione del 2002 che è stato ‘rattoppato’ negli anni e ha avuto l’unico effetto di rendere complicatissimo l’accesso per chi vuole venire scommettendo sul proprio futuro”.

Il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri ha parlato “della necessità di rivedere le regole dell’accoglienza”. “Anche io – ha aggiunto – penso che la Regione e i governi possano fare molto per cambiarle e migliorarle. In tanti casi si tende a riempire gli spazi andando oltre le norme della convivenza civile”.

La consigliera del Pd Serena Spinelli ha parlato “di un tema che ci pone a confronto su punti di vista molto diversi”. “La legge Bossi-Fini e le decretazioni che sono seguite hanno reso difficile gestire un fenomeno che non è più emergenziale, ma strutturale. I Centri di Permanenza per i Rimpatri sono disfunzionali, inutili e dannosi. Per questo diciamo un no convito all’hotspot di Livorno e al Cpr non solo ad Aulla, ma ovunque in Toscana”.

Il consigliere Gianni Lorenzetti (Pd) ha spiegato che da parte del comune di Aulla c’è stata ambiguità sul Cpr “perché non si sono prese le distanze quando sono cominciati i sopralluoghi e non si è detto di no”. Dal Governo è poi arrivata una riduzione del fondo per l’accoglienza dei minori con uno stanziamento dei fondi sempre al ribasso. Uno squilibrio che ha costretto i sindaci a togliere soldi dai servizi sociali o dalle politiche di crescita dei comuni. I CPR sono una calamita per la delinquenza e intorno si sviluppano sistemi non tollerabili di spaccio e prostituzione”.

Annunciando il voto favorevole di Forza Italia alla mozione che vede come primo firmatario il consigliere Ghimenti, Jacopo Maria Ferri ha detto che non è giusto aprire un Cpr ad Aulla “ma non sono d’accordo sull’inutilità di strumenti che sono legali”.

REDAZIONE

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