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martedì 21 Luglio 2026
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Blitz congiunto di polizia e carabinieri: preso il ladro seriale che aveva colpito anche a palazzo di giustizia

A suo carico 28 furti fra consumati e tentati, ricettazione, indebito utilizzo di carte e una rocambolesca fuga dalla polizia locale

LIVORNO – Nella serata di ieri (20 luglio) un blitz congiunto della polizia e dell’Arma dei carabinieri ha portato all’arresto di un 23enne livornese, finito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Livorno su richiesta della locale procura.

Sul giovane pesa l’accusa di essere il responsabile di un’incredibile escalation criminale fatta di ben 35 distinti episodi delittuosi messi a segno in città tra il 16 ottobre 2020 e il 22 giugno 2026.

Le indagini, condotte attraverso l’attenta analisi dei filmati di videosorveglianza, i rilievi dattiloscopici e le testimonianze, hanno permesso agli investigatori di ricostruire nei minimi dettagli le azioni del ventitreenne. Il bilancio dei reati contestati è imponente: 28 furti tra consumati e tentati ai danni di farmacie, ristoranti, palestre, uffici privati, sedi associative, fino ad arrivare a luoghi di culto ed edifici pubblici come uffici statali e persino il palazzo di giustizia. Tra contanti (circa 7450 euro) e merce di ogni tipo – da generi alimentari a telefoni, posate placcate d’oro, robot aspirapolvere, gratta e vinci e sigarette elettroniche –, il giovane faceva tabula rasa ovunque. A suo carico si aggiungono 5 reati di ricettazione di mezzi e carte di credito, l’indebito utilizzo di carte di pagamento con 13 transazioni effettuate e una spericolata fuga alla guida di un’auto di servizio della polizia locale risultata rubata, condotta contromano e a velocità folle.

Il modus operandi era violento e sistematico: quasi sempre di notte, il giovane entrava in azione spaccando vetrate (spesso a calci), forzando serrande metalliche, inferriate, porte antipanico e casseforti. Per aprirsi il varco utilizzava un vero e proprio campionario da scasso tra piedi di porco, cesoie, palanchini, cacciaviti, fino a usare un piccone sottratto da un cantiere o far esplodere petardi nei distributori automatici. Un’attività che si era intensificata al punto da registrare ben sei reati nella sola notte del 12 maggio scorso, generando un forte allarme sociale in tutta Livorno e spingendo il giudice a ritenere il carcere l’unica misura idonea a fermarlo.

Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Livorno, esprimendo grande soddisfazione per la positiva conclusione dell’operazione: “La traduzione in carcere del presunto responsabile di una lunga serie di furti che hanno colpito il territorio livornese rappresenta una notizia positiva per l’intera comunità. È un segnale concreto che conferma come lo Stato sia presente, operi con determinazione e sia in grado di assicurare alla giustizia coloro che sono gravemente indiziati di aver commesso reati, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento”.

Il Prefetto ha poi voluto porre l’accento sul valore simbolico e morale di alcune delle spaccate messe a segno: “Tra gli episodi contestati ve ne sono alcuni che, pur non essendo particolarmente rilevanti sotto il profilo del danno economico, hanno colpito profondamente la coscienza della comunità. Penso, in particolare, ai ripetuti furti ai danni della Caritas, una realtà che quotidianamente offre aiuto e sostegno alle persone più fragili e che rappresenta un presidio fondamentale di solidarietà e coesione sociale”.

Nel suo intervento, il rappresentante del governo ha rivolto parole di plauso sia agli investigatori sia agli organi giudiziari: “Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento alle Forze di polizia per la costante professionalità, la straordinaria capacità investigativa e la presenza capillare sul territorio, che consentono di garantire una risposta tempestiva ed efficace alle esigenze di sicurezza dei cittadini. Un sincero ringraziamento va altresì alla Magistratura livornese e, in particolare, al procuratore della Repubblica, Maurizio Agnello, per l’impegno, la competenza e la consueta professionalità con cui ha seguito questa vicenda, imprimendo un determinante impulso alle indagini e al successivo sviluppo dell’azione giudiziaria. Ancora una volta, la sinergia tra forze di polizia e magistratura dimostra come il lavoro svolto con rigore, equilibrio e spirito di servizio rappresenti la migliore risposta alla criminalità e un elemento essenziale per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni”.

© Riproduzione riservata

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