PIOMBINO – Esplode la polemica politica sulla gestione del litorale e delle concessioni demaniali. Al centro dello scontro il cosiddetto ‘modello Piombino’, definito dall’assessora all’ambiente Rossana Bacci in un intervento social dello scorso 10 aprile come un laboratorio d’avanguardia nazionale. Secondo l’esponente della giunta, il Comune avrebbe scelto di farsi precursore di un modello di gestione delle gare a Piombino capace di scardinare la vecchia contrapposizione tra pubblico e privato.
Nel suo post, l’assessora ha rivendicato una visione politica che trasforma il territorio in un bene comune: “Non stiamo solo assegnando spazi, stiamo costruendo un’alleanza strategica. Credo fermamente che l’abbinamento tra pubblico e privato sia la chiave di volta per un turismo moderno e competitivo”. Secondo Bacci, questo approccio garantista per la collettività rappresenterebbe un volano per le imprese, dove l’interesse economico coincide con l’innalzamento della qualità dei servizi.
Tuttavia, la ricostruzione dell’assessora ha sollevato la dura reazione della lista civica Piombino Domani, che accusa l’amministrazione di avere la memoria corta. Il punto centrale della contestazione riguarda l’originalità di tale strategia: secondo l’opposizione, quelli che oggi vengono presentati come concetti innovativi sono in realtà principi applicati a Piombino da oltre vent’anni.
Piombino Domani sottolinea come la sinergia tra pubblico e privato abbia già prodotto in passato risultati strutturali ben più ambiziosi di quelli attuali. L’elenco dei progetti storici include la realizzazione della Lega Navale, il Teatro del Mare in Piazza Bovio e il recupero della Sorgente in Viale Amendola. Anche lo sviluppo dei chioschi lungo la costa, come il Gatta Rossa a Calamoresca, e la creazione del più grande polo di acquacoltura d’Italia presso il porto Enel, sarebbero frutti di una programmazione che l’attuale giunta avrebbe semplicemente ereditato.
“Ci fa piacere che oggi si scopra l’efficacia di questo modello, ma è bene ricordare che non si tratta di una novità”, spiegano dalla lista civica. L’accusa è quella di voler “riscrivere una storia” che appartiene a chi ha preceduto l’attuale amministrazione, presentando come innovazione strategica misure definite minime, come l’installazione di rastrelliere o cestini, laddove in passato si erano costruite intere infrastrutture e servizi alla balneazione riconosciuti a livello nazionale.
La sfida politica sul futuro della costa resta dunque accesa: da un lato la rivendicazione di un nuovo corso amministrativo, dall’altro la difesa di una visione che, secondo Piombino Domani, affonda le proprie radici in decenni di pianificazione e lavoro sul campo.



