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Rigassificatore di Piombino, la proroga nel decreto infrastrutture: e scoppia la polemica

Il sindaco Ferrari: "Decisione tecnica e temporanea". Il Pd: "Il primo cittadino o sapeva tutto o ha preso in giro i cittadini"

PIOMBINO – Il caso del rigassificatore di Piombino torna prepotentemente al centro del dibattito nazionale con una novità normativa che rischia di riaccendere le polveri dello scontro politico. Con la pubblicazione del decreto infrastrutture in Gazzetta Ufficiale, il governo ha ufficializzato la proroga per la permanenza della nave Golar Tundra nello scalo portuale toscano, legandone l’operatività ai tempi necessari per trovare un’alternativa o completare il trasferimento.

La norma parla chiaro: per garantire la sicurezza energetica nazionale, gli impianti in scadenza entro il 2026 che abbiano presentato istanza di rinnovo o nuova autorizzazione — anche per un altro sito — continueranno a operare sulla base dei permessi originali fino alla conclusione del procedimento. Tradotto per il caso specifico: Snam, che gestisce l’impianto entrato in funzione nel 2023, ha ora una copertura legislativa per mantenere la nave a Piombino oltre il limite dei tre anni inizialmente promessi.

Si tratta di un passaggio che incide su una ferita mai rimarginata tra Roma e Firenze. Se da un lato l’esecutivo punta sulla continuità degli approvvigionamenti, dall’altro la Regione Toscana e il Comune di Piombino vedono allontanarsi la data del trasferimento della nave verso la piattaforma off-shore di Vado Ligure, un iter già di per sé complesso e segnato da forti resistenze locali in Liguria.

Ma oltre alla durata della permanenza, a restare irrisolto è il nodo delle opere compensative. Piombino attende ancora le risposte concrete promesse in cambio dell’ospitalità forzosa dell’impianto: bonifiche, infrastrutture e agevolazioni tariffarie per imprese e cittadini che, al momento, sembrano rimaste bloccate nelle pieghe della burocrazia ministeriale. Con questa proroga sine die legata all’autorizzazione di un nuovo sito, il rischio per il territorio è quello di veder trasformata una misura emergenziale in una presenza strutturale, senza aver ancora incassato i benefici promessi.

Il sindaco Ferrari così ha commentato: “È necessario essere precisi: si tratta di una proroga di natura tecnica, pensata per garantire la continuità operativa del rigassificatore nell’attesa che venga assunta una scelta conclusiva sul suo futuro. Questo meccanismo è legato alla prosecuzione dell’esercizio fino alla definizione delle procedure autorizzative che possono essere di proroga temporanea, di rinnovo dell’autorizzazione o di collocazione in altro luogo del rigassificatore. È inoltre evidente che una decisione di questo tipo arrivi in un contesto internazionale estremamente delicato, nel quale la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è tornata al centro delle scelte dei governi”

“Detto questo, la posizione di questa amministrazione non cambia. Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino e continuiamo a ritenere che la sua permanenza rappresenti un elemento di preoccupazione per la sicurezza della comunità e per l’equilibrio del porto. Qualora, in un’ipotesi che auspichiamo non si concretizzi, l’impianto dovesse rimanere, il Comune continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: vigilare con la massima attenzione sul rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza, a tutela della città e dei suoi cittadini, indipendentemente dalle decisioni che il governo riterrà di assumere”.

Di diverso segno il commento del Partito Democratico: “Il colpo di mano del governo Meloni, che con il decreto unfrastrutture ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari”. Lo dice una nota congiunta di Emiliano Fossi, segretario del Pd Toscana, di Simone De Rosas, segretario del Pd Val di Cornia Elba Piombino, di Fabio Cento, segretario de Pd Uc Piombino, dei deputati Pd Laura Boldrini e Marco Simiani, e di Alessandro Franchi, consigliere regionale dem della Toscana.

“Il fallimento del primo cittadino è ormai definitivo – conclude la nota – non solo il governo lo ha umiliato calpestando ogni sua richiesta sullo spostamento del rigassificatore ma ha addirittura penalizzato la popolazione non mantenendo le promesse sui benefici per la città. A questo punto, delle due l’una: o Francesco Ferrari era consapevole di tutto e ha scientemente preso in giro i suoi cittadini oppure, usando un po’ di coraggio, dovrebbe trarre inevitabili conclusioni politiche e istituzionali, per salvaguardare la sua dignità e l’intera comunità di Piombino”.

© Riproduzione riservata

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