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Dallo specchietto al falso parente: carabinieri ‘spiegano’ le truffe ai cittadini di Marciana

L'evento alla presenza del maresciallo Pani è stato organizzato nella sala Usl di Pomonte dall'associazione 'Il Caiello' con il Comune

MARCIANA – Altra proficua occasione di scambio informativo e formativo tra i carabinieri della stazione di Marciana Marina e la cittadinanza, in particolare quella appartenente alla cosiddetta terza età, sul tema delle truffe e della violenza di genere. L’iniziativa rientra tra gli incontri divulgativi che, periodicamente, l’Arma dei carabinieri propone alla cittadinanza e che verranno ripetuti nel tempo.

Nell’occasione il comandante della stazione dei carabinieri di Marciana Marina, maresciallo Federico Pani, nel pomeriggio di ieri (4 febbraio) nalla sala Usl della frazione Pomonte di Marciana, ha incontrato un nutrito gruppo di persone nell’ambito di un evento voluto e organizzato dall’associazione Il Calello con il comune di Marciana, fornendo loro consigli pratici su come difendersi dalle tipologie di truffa più diffuse e frequenti. L’uditorio è stato ben ragguagliato circa la ormai rituale e insidiosa tecnica di raggiro, ossia quella cosiddetta del finto nipote. La vittima viene cioè contatta al telefono da una persona, in genere un uomo che, qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine, le riferisce che un suo parente avrebbe causato un grave incidente e che per questo è necessario consegnare una somma di denaro, generalmente di qualche migliaio di euro, a titolo di sanzione per non incorrere in più gravi conseguenze penali od a volte anche a titolo di una non meglio chiarita “cauzione” facendo credere alla vittima che il congiunto stretto si trovi già in stato di detenzione.

Proprio a tal riguardo l’Arma di Livorno ha colto l’occasione per ribadire che i carabinieri non richiedono mai somme di denaro a nessun titolo e che quindi telefonate di questo genere sono assolutamente da ritenere fraudolente.

In caso di dubbi e/o sospetti è fondamentale contattare subito il 112 Nue (Numero unico di emergenza) per comunicare la dinamica, poiché la premura prospettata dai malintenzionati è uno strumento su cui gli autori di questi delitti fanno leva al fine di non consentire alla vittima di avere tempo anche solo di fare mente locale e riflettere sul “falso incidente al parente stretto” appena prospettato quindi potersi accorgere del raggiro.

L’occasione dell’incontro è stata propizia anche per rinnovare l’invito a porre la massima attenzione alle sempre più frequenti truffe commesse nel web nei più svariati ambiti, reiterando il fermo consiglio a non diffondere in rete i propri dati sensibili (numero della carta di credito, documento di identità, codici personali per accedere ai più svariati servizi finanziari e bancari on-line).

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati, in particolare, alcuni dei raggiri più comuni.

Il falso parente: un individuo telefona spacciandosi per un nipote in difficoltà, chiedendo denaro con urgenza. Il finto tecnico: sedicenti addetti di aziende di servizi si introducono in casa con la scusa di controlli, approfittando della fiducia delle vittime per derubarle. La truffa dello specchietto: automobilisti simulano un piccolo incidente e pretendono un risarcimento immediato in contanti. Le false raccolte fondi: richieste di donazioni per cause inesistenti, sfruttando la generosità delle persone più vulnerabili.

In caso di dubbi, ci si può sempre rivolgere ad una delle 27 stazioni dei carabinieri del territorio della provincia di Livorno per esporre i propri sospetti e verificare ogni dubbio.

Appena si hanno sospetti il consiglio è quello di porre massima attenzione, non aprire la porta a sconosciuti che si presentano in abitazioni private, diffidare dalle apparenze e soprattutto limitare la confidenza su internet.

In tale ottica pertanto, visogna prestare sempre massima attenzione, ma soprattutto a rivolgersi con fiducia ai carabinieri in caso di sospetti, chiamando il 112 Nue per effettuare un’immediata segnalazione, nonché consultare il sito in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle, poiché le tecniche adottate dai truffatori, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti ed individuarli è il primo passo per difendersi.

In caso di ricezione di telefonate da numeri di utenze fisse o mobili con prefissi o numerazioni compatibili con la mittenza, per esempio di uffici istituzionali o di caserme, essendo attualmente frequenti fenomeni di clonazione di numerazioni già assegnate, è buona norma riattaccare, quindi chiudere la conversazione sospetta e richiamare il numero al fine di avere conferma di non trovarsi di fronte all’ennesimo ignoto truffatore.

© Riproduzione riservata

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