Livorno – Pescara 0-1
LIVORNO: Martinez, Veseli, Bachini, Falasco (58′ Malagrida), Regazzetti, Haas, Arrigoni (44’st Bacciardi), Bonassi (25’st Badoro), Rizza, Aramu (25’st Malotti), Gabbiani (44’st Mancini). A disp.: Tani, Ciobanu, Gentile, Menarini, Djidji, Morachioli, Marinari, Pittino, Mawete, Calabrò. All. Lucarelli
PESCARA: Fiorillo, Donati, Nardin, Pellacani, Letizia; Valzania (38’st Meazzi), Guccione, Erradi (25’st Sardo), Vitali (38’st Gatto), Parigi (38’st Inglese), D’Ausilio (17’st Ferraris). A disp.: Saio, Doronzo, Capellini, Graziani, Merola, Altare, Milan, Motta, Morazzioni. All: Buscè
ARBITRO: Cerea di Bergamo (Scardovi di Imola e Galluzzo di Locri)
RETI: 51’st Sardo
NOTE: ammoniti Valzania, Falasco, Guccione, Mancini, Sardo.
LIVORNO – Un beffa atroce, maturata oltre il tempo regolamentare, condanna il Livorno alla sconfitta interna contro il Pescara. Al Picchi termina 1-0 per gli abruzzesi, che trovano il punto decisivo soltanto al novantaseiesimo con la rete di Sardo, lesto a ribattere in rete dopo un palo clamoroso che aveva fatto tremare la porta amaranto. Una doccia fredda al termine di una sfida intensa, che ha visto la formazione di mister Lucarelli soffrire la manovra ospite nella prima frazione per poi crescere con coraggio nella ripresa, fino al letale epilogo.
L’avvio di gara vede il Pescara padrone del campo e del possesso palla, con un Livorno costretto a rintanarsi nella propria metà campo di fronte al giro palla prolungato dei biancazzurri. Dopo le prime iniziative bloccate da Martinez, gli amaranto provano ad alzare il baricentro e al 19’ provano ad azzannare il match: Gabbiani insacca di testa tra le acclamazioni del pubblico, ma il direttore di gara annulla tutto per un’evidente posizione irregolare di Haas. L’episodio scuote i padroni di casa, che riescono ad allentare la pressione avversaria e a guadagnare metri, pur senza trovare lo spunto vincente. La prima frazione si chiude così senza reti, con un Pescara aggressivo ma poco incisivo negli ultimi venti metri e un Livorno accorto in fase difensiva.
Nella ripresa la musica cambia e gli amaranto approcciano sul terreno di gioco con un altro piglio. Già al 48’ Falasco pennella un gran cross dalla sinistra per Bonassi, la cui deviazione aerea da distanza ravvicinata sorvola di poco la traversa. Lucarelli attinge a piene mani dalla panchina inserendo forze fresche, tra cui Malagrida, Malotti e Badoro, per dare nuova linfa all’attacco. Il Livorno prende fiducia e colleziona occasioni in serie: al 64’ è ancora Bonassi a impegnare severamente Fiorillo di testa, poi salgono in cattedra Gabbiani, fermato solo da due grandi parate del portiere e dal fischio dell’arbitro per un fallo in attacco, e Malotti, il cui sinistro ravvicinato all’86’ trova il riflesso decisivo dell’estremo difensore ospite.
Nel momento di massimo sforzo amaranto, quando ormai il pareggio sembrava il risultato più equo dopo i cambi finali e la gestione del recupero, arriva l’episodio che decide la contesa. A cinque minuti dal termine della fitta girandola di cambi, al 96′ il Pescara trova il guizzo letale: la conclusione biancazzurra impatta sul legno ma sulla respinta il più lesto di tutti è Sardo, che infila il pallone nella rete ormai sguarnita.
Resta un pugno di mosche per un Livorno battagliero nella ripresa, costretto ad ingoiare un boccone amatissimo al termine di una gara decisa solo nei battiti finali.


