LIVORNO – “Il ministero richiami Tim alle proprie responsabilità: il posto di lavoro delle 76 dipendenti del call center Konecta di Livorno è a serio rischio”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Slc-Cgil Livorno e Pisa Samuele Falossi a margine dell’assemblea della categoria tenutasi oggi (18 luglio) nella sede della Cgil livornese.
Falossi ha evidenziato l’impegno delle istituzioni locali sulla vertenza Konecta, mentre ha invitato il ministero delle imprese e del made in Italy a essere maggiormente incisivo e a richiamare la committente Tim alle proprie responsabilità, essendo un’azienda a partecipazione statale.
L’unica commessa gestita al momento da Konecta a Livorno è il servizio clienti 187 della Tim: a causa del taglio dei flussi di traffico decisi dalla committente, dovuti anche all’introduzione di alcuni servizi legati all’intelligenza artificiale, l’azienda è da tempo stata costretta ad applicare ai propri 76 dipendenti contratti di solidarietà all’80% (ciò significa che le lavoratrici stanno lavorando non più di 6-7 giorni al mese).
“Nei giorni scorsi – ha proseguito Falossi – Tim ha confermato la propria intenzione di continuare a garantire al call center livornese il 20% dei volumi del servizio clienti 187, però al massimo fino al prossimo dicembre. Ciò significa che abbiamo sei mesi di tempo per salvare i 76 posti di lavoro”.
A evidenziare la delicata situazione dei call center a livello italiano è stato Marco Del Cimmuto, della segreteria nazionale Slc-Cgil: “Il settore è colpito duramente dall’impatto dell’intelligenza artificiale. Non stiamo parlando di una semplice innovazione ma di un vero e proprio cambio di paradigma. Stiamo chiedendo da tempo che i lavoratori del settore non siano lasciati da soli, che non rimangano schiacciati tra innovazione e appalti al massimo ribasso. Su questo aspetto dev’essere il governo a intervenire”.
Falossi è anche intervenuto sulla vertenza del quotidiano Il Tirreno: “Nei giorni scorsi sono stati chiusi i contratti di solidarietà e i dipendenti sono tornati a lavorare a tempo pieno, questa è una buona notizia. La testata è stata recentemente venduta a un gruppo poco conosciuto nell’ambito dell’editoria: nelle prossime settimane cercheremo di approfondire la questione e di capire maggiormente gli sviluppi. Per la Slc-Cgil resta prioritaria la difesa dei posti di lavoro”.


