PORTOFERRAIO – Scontro totale all’isola d’Elba sul fronte della gestione del personale e dell’organizzazione dei servizi pubblici. È una vera e propria guerra di carte bollate, delibere e comunicati al vetriolo quella che si sta consumando a Portoferraio tra la Funzione Pubblica Cgil di Livorno e l’amministrazione comunale. Al centro della durissima contesa ci sono la revoca improvvisa dello smart working, i piani di assunzione e un’accusa reciproca di scarsa correttezza nelle relazioni sindacali che infiamma il clima di metà luglio negli uffici del municipio elbano.
A innescare la miccia è il sindacato, che punta il dito contro le ultime scelte della giunta guidata dal primo cittadino, giudicando inaccettabile il metodo e il merito dei provvedimenti adottati. “L’amministrazione comunale di Portoferraio, senza preavviso e senza averne parlato con le organizzazioni sindacali, ha deciso di sospendere la possibilità di ricorrere al lavoro agile per i dipendenti del Comune. Tutto ciò è inaccettabile — attacca duramente il segretario generale della Fp-Cgil Livorno, Mauro Scalabrini —. Invitiamo l’amministrazione comunale a ripristinare lo smart working fino a che questo tema non venga discusso e approfondito nell’ambito di competenza, ossia al tavolo della delegazione sindacale trattante. La decisione di sospendere il lavoro agile è contenuta nella delibera di giunta 164 approvata lo scorso 9 luglio riguardante il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao). Una decisione inconcepibile, che oltretutto va in controtendenza a quanto prevede il Contratto collettivo nazionale di riferimento che appunto ne incentiva l’utilizzo. Una decisione presa senza neanche coinvolgere la rsu del Comune, dunque irrispettosa delle corrette relazioni sindacali”.
Il sindacalista non risparmia ironia nell’analizzare il documento programmatico dell’ente, evidenziando quella che ritiene essere una palese svista tecnica nella definizione dell’organigramma. “Leggendo quanto contenuto nel Piano, notiamo inoltre un’incongruenza: a pagina 19 l’ufficio di staff viene giustamente posizionato, come prevede il Testo unico degli enti locali, alle dipendenze del sindaco mentre nella pagina successiva esso ‘scivola’ erroneamente alle dipendenze del settore ‘Servizi alla persona, risorse umane e sociale’ — evidenzia ancora Scalabrini —. Immaginiamo che il caldo abbia giocato un brutto scherzo e che si tratti solo di uno scivolone. Chiediamo pertanto che l’ufficio in questione venga inquadrato correttamente come previsto giuridicamente dalle norme e che a breve venga calendarizzato un tavolo sindacale per trattare gli argomenti ancora in sospeso e il lavoro agile”. Di fronte alla domanda su cosa serva davvero all’ente per funzionare meglio, lo stesso segretario Cgil riassume la ricetta: “Servono nuove assunzioni. Serve ricostruire gli uffici. Serve investire nella formazione. Serve riconoscere le professionalità esistenti attraverso le progressioni di carriera”.
La replica del Comune di Portoferraio non si è fatta attendere ed è arrivata con una nota dai toni altrettanto fermi, che respinge al mittente le critiche e rivendica i risultati ottenuti dall’insediamento, contrattaccando sul piano della presenza storica del sindacato a tutela dei lavoratori. “Fatto. Questa amministrazione già dal suo insediamento ha lavorato per perseguire questi obiettivi — ribatte seccamente la giunta comunale —. Se la macchina amministrativa è ferma non è possibile far vedere i risultati all’esterno mediante l’erogazione dei servizi richiesti; quindi, se vogliamo far rinascere Portoferraio dobbiamo lavorare dall’interno del Comune rimettendo in piedi la macchina amministrativa. Certamente non abbiamo la bacchetta magica, ci vuole tempo per recuperare il Comune che abbiamo ereditato, con tutte le sue criticità. Tempo che stiamo recuperando e i risultati iniziano a farsi vedere”.
L’amministrazione elenca quindi con precisione le tappe del proprio piano di valorizzazione e crescita del personale, sollevando un pesante interrogativo sul passato. “Nel 2025 sono state fatte le progressioni orizzontali. Le ultime risalgono al 2008 — sottolinea la nota del Comune —. Questo significa che ai dipendenti del comune di Portoferraio è stata negata la crescita professionale e non è stato premiato il loro merito e impegno. Allora facciamo noi la domanda: ‘Perché? Dove era la Cgil in tutti questi anni?’. Sempre nel 2025 sono state completate le procedure per l’espletamento di tre progressioni verticali in deroga oltre a quattro assunzioni. Ma non ci siamo fermati. Nel Piao dove è contenuto il fabbisogno del personale per l’anno 2026 sono state previste cinque assunzioni a tempo indeterminato, tre assunzioni a tempo determinato e cinque progressioni verticali in deroga. Di ciò è stata data la debita informativa alle organizzazioni sindacali e alle Rsu; peccato poi che, all’incontro di approfondimento fissato per il giorno 2 luglio 2026, la Cgil abbia disertato. È stato chiesto, invece, un incontro politico e separato. Il sindaco, per cortesia istituzionale, si è reso disponibile e ha ricevuto la delegazione, che ha scelto una strada diversa, separata e non unitaria rispetto alle altre sigle. L’incontro è avvenuto al di fuori della sede istituzionale deputata alla gestione delle corrette relazioni sindacali. Anche qui: perché?“.
Infine, la giunta difende la legittimità e la frequenza del confronto interno, tracciando la rotta per il futuro assetto burocratico dell’ente senza più figure dirigenziali apicali. “Ci si dice che in questi mesi il confronto è progressivamente venuto meno, ma per noi parlano i fatti — conclude l’amministrazione comunale di Portoferraio —. Dall’inizio dell’anno 2026 fino al 2 luglio la delegazione trattante del Comune si è riunita ben 5 volte. Vogliamo rassicurare: il Comune di Portoferraio, passando da ente con dirigenza a ente senza dirigenza, sarà in grado di creare un nuovo sistema di relazione funzionale tra il livello politico e quello amministrativo coinvolgendo il livello direttivo, intendendo per tale l’area delle posizioni organizzative e della categoria ex D corrispondenti ora all’area dei Funzionari e dell’Elevata qualificazione che sarà interessato da una sensibile evoluzione dei compiti e delle responsabilità con assunzione di rinnovate competenze e professionalità. Il processo di riorganizzazione della struttura burocratica dell’ente rispondente a criteri di economicità, efficienza ed efficacia è avviato. Con buona pace di chi non ha creduto in noi“.


