Ravenna – Livorno 2-0
RAVENNA: Poluzzi; Bianconi, Esposito, Solini (1’st Donati); Da Pozzo, Lonardi, Mandorlini (36’st Corsinelli), Tenkorang (45’st Rrapaj), Bani (36’st Falbo); Motti (21’st Spini), Fischnaller. A disposizione: Anacoura, Morigi, Di Marco, Okaka, Rossetti, Calandrini, Scaringi, Sermenghi, Zakaria, Italeng. All.: Mandorlini
LIVORNO: Seghetti; Ghezzi, Noce, Camporese, Falasco (25’st Tosto); Luperini (38’st Biondi), Hamlili, Bonassi; Peralta (25’st Marchesi); Di Carmine (25’st Malagrida), Dionisi (38’st Vayrynen). A disposizione: Tani, Ciobanu, Gentile, Odjer, Panaioli, Haveri, Marinari, Baldi, Mawete. All.: Venturato
ARBITRO: Sacchi di Macerata
RETI: 4’st Fischnaller, 11’st Bani
NOTE: angoli 6-3; recupero 1′
RAVENNA – Un pomeriggio amaro al Benelli per un Livorno che, nonostante i guizzi iniziali, esce ridimensionato dal confronto con un Ravenna cinico e padrone del campo nella ripresa. Gli amaranto approcciano la gara con il piglio giusto, trascinati dall’inventiva di Peralta e dall’esperienza di Dionisi. Al 9′ è proprio Peralta a spaventare i padroni di casa con un sinistro radente, seguito pochi minuti dopo da un’ispirata girata al volo di Dionisi che accarezza il palo a Poluzzi battuto. La squadra sembra tenere bene il campo, sostenuta dalle parate di un Seghetti sempre attento sulle conclusioni di Fischnaller e Bani, ma manca la zampata decisiva sotto porta, come dimostrato dall’occasione sciupata da Di Carmine al 21′ su invito di Falasco e dall’errore ravvicinato di Luperini al 35′.
Il castello costruito nella prima frazione crolla però nei primi undici minuti del secondo tempo. Al 4′ la difesa labronica si fa trovare impreparata: Noce viene superato da Tenkorang, il cui cross permette a Fischnaller di siglare il vantaggio romagnolo. Il Livorno accusa il colpo e, prima ancora di poter imbastire una reazione organica, subisce il raddoppio all’11’, con Bani che fulmina Seghetti dal limite dell’area.
Sotto di due reti, la panchina amaranto prova a rimescolare le carte con un triplo cambio al 25′, inserendo forze fresche come Malagrida e Marchesi, ma la manovra resta sterile. Gli ultimi tentativi di Noce e Camporese, entrambi di testa, non trovano la fortuna sperata, mentre il Ravenna gestisce il cronometro con una serie di cambi tattici.
Il forcing finale non serve a riaprire una gara che lascia il Livorno a bocca asciutta e con molto su cui riflettere in vista dei prossimi impegni.



