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Livorno, taglio del nastro per la conclusione del restauro di via Grande

Il sindaco Salvetti: "Lavori eseguiti in tempi record”. Opposizione critica in occasione dell'inaugurazione dell'opera

LIVORNO – Taglio del nastro stamani (9 luglio) per la via dello shopping cittadino, a conclusione del restauro “eseguito in tempi record” afferma il sindaco Salvetti. 

Insieme al primo cittadino, all’inaugurazione era presente la giunta al completo, una rappresentanza di Consiglieri Comunali, i progettisti, i direttori dei lavori, gli uffici tecnici del Comune, le ditte che hanno effettuato i lavori (Frangerini, Edinfra e Lumar), il presidente provinciale del Coni Giovanni Giannone, le associazioni Anpi, Anppia e Comitato Risorgimento.

Costo lavori

I lavori del restauro urbano di via Grande, iniziati formalmente il 24 giugno 2024, hanno comportato un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro per un importo dei lavori di poco inferiore a 5 milioni. Si tratta del lavoro complessivo di risistemazione di oltre 7.400 metri quadri di superfici di piazze, marciapiedi e portici che compongono la via Grande.

L’intervento

L’intervento ha comportato l’integrale sostituzione delle pavimentazioni dei portici secondo l’idea progettuale risultata vincitrice del concorso di progettazione indetto dall’amministrazione comunale nel 2021 (vinta dallo studio associato fiorentino Ipostudio). L’intento è stato di migliorare la funzionalità, la sicurezza e l’accessibilità del principale asse viario del centro cittadino a circa 75 anni dal concorso di progettazione che ha segnato la ricostruzione post bellica e la nuova configurazione della via Grande, rinnovandone l’immagine con l’obiettivo di concorrere alla rivitalizzazione complessiva del centro e del suo tessuto socio-economico e commerciale.

Il progetto, segnato da elementi specificatamente progettati e realizzati per qualificare la via Grande, ha comportato la sostituzione integrale della pavimentazione dei portici con il disegno unitariamente concepito della “nuova palladiana” che accompagna la passeggiata dal mare verso piazza della Repubblica con una successione ritmata di tappeti di pavimentazione di differenti colori nelle tonalità del blu e del rosso.

Illuminazione

Nell’ambito dell’intervento sono state installate, reinterpretandone il design in forme contemporanee, 144 nuove lanterne che garantiscono l’illuminazione pubblica dei portici.

Piazzette

L’intervento, avviato con la sistemazione della piazza Colonnella, si è completato con la nuova configurazione delle intersezioni tra la via Grande e le strade trasversali che costituiscono nuovi spazi urbani, con pavimentazioni lapidee punteggiate da targhe in ottone commemorative di numerosi livornesi illustri che concorrono alla risistemazione complessiva della trama viaria e all’accessibilità dell’area.

Il sindaco Luca Salvetti, visibilmente soddisfatto, ha sottolineato il significato storico del restauro urbano di via Grande. “E’ un intervento eseguito in tempi record ed epocale, dato che l’ultimo lavoro organico e complessivo sui portici risale agli anni ’50. Mi preme sottolineare la velocità e la puntualità dei lavori, che sono stati eseguiti senza danneggiare le attività commerciali o la vita dei residenti. Ringrazio la giunta, i progettisti vincitori del concorso di idee e le tre ditte livornesi coinvolte nei lavori: Frangerini, Edinfra e Lumar. Queste aziende sono la dimostrazione di come l’investimento sia rimasto sul territorio. Per ultimo invito i commercianti a collaborare alla cura quotidiana dello spazio finalmente rigenerato”.

L’assessora con delega alle politiche urbanistiche Silvia Viviani ha parlato di scelte strategiche: “L’amministrazione ha scelto la strada del concorso di progettazione per coinvolgere sguardi e capacità esterni. L’intervento ha rimosso pericoli preesistenti, come le vecchie lanterne pesanti e pericolanti. I materiali utilizzati e cioè la nuova palladiana, il travertino e le lanterne sono stati realizzati appositamente per Livorno, rendendo la via Grande un progetto sperimentale unico. Ringrazio il mondo del commercio che è un servizio di prossimità fondamentale. Il risultato di questo lavoro è uno spazio riqualificato e sicuro. Sono molto contenta perché quando si lascia uno spazio nuovo per i cittadini e cittadine, per chi lavora e per chi passeggia, si dà veramente un futuro alla città”.

L’assessore alle opere e lavori pubblici Federico Mirabelli ha posto l’accento sulla necessità di una manutenzione costante (mensile o bimensile) del travertino e della pavimentazione: “L’alto afflusso di persone e merci causa usura, per questo è necessaria una cura particolare. Ringrazio le tre ditte livornesi coinvolte nella realizzazione dell’opera e i lavoratori e voglio sottolineare l’importanza che un’opera così significativa sia stata realizzata da maestranze del territorio. Ringrazio l’ufficio lavori pubblici, in particolare l’architetto Boneddu e il geometra Battini, per il loro lavoro quotidiano nel centro città”.

La polemica

Sull’opera sono critiche le opposizioni, che già alla vigilia, con le parole di Alessandro Perini (Fdi) sui social avevano messo in dubbio la ‘solidità dell’opera’.

Oggi è la Lega ad andare all’attacco con Carlo Ghiozzi, capogruppo in Consiglio assieme ad Alessandro Guarducci di Forza Italia: “Il sindaco Salvetti torna a esercitarsi nel suo sport preferito, il taglio del nastro, per inaugurare una pavimentazione di via Grande che, in alcuni tratti già consegnati alla città, mostra i primi segni di cedimento. Sul fronte dei conti pubblici la musica non cambia – proseguono – al progetto, lievitato nel tempo ben oltre i 6 milioni di euro tra progettazione e realizzazione, si sono già dovute aggiungere varianti in corso d’opera”.

“Comunque, la parte più imbarazzante della vicenda riguarda proprio chi oggi taglia il nastro – commentano -Tra i protagonisti dell’inaugurazione in via Grande, accanto al Sisndaco Salvetti, anche l’assessore ai lavori pubblici Federico Mirabelli, lo stesso che in commissione consiliare si presentò con un campione del materiale utilizzato per la pavimentazione dei portici, mostrandone ai consiglieri le imperfezioni: la prova provata, fornita dallo stesso assessore, che il materiale scelto per un’opera da milioni di euro non era esente da difetti. Ma il vero capolavoro di coerenza politica lo offrono gli assessori Giovanna Cepparello e Andrea Raspanti, oggi sorridenti tra i taglianastri. Nell’aprile 2019, sulle colonne della stampa locale i due firmavano un duro intervento contro la giunta Nogarin, definendo “un sopruso” il progetto di sostituzione della storica palladiana del dopoguerra con un gres porcellanato finto travertino, materiale a loro dire privo di personalità e destinato a rendere i portici “un luogo qualunque”. Chiedevano allora il restauro della pavimentazione storica, la conservazione della palladiana nei tratti ancora in buono stato e persino il mantenimento dei lampioni originari. Sette anni dopo, travertino e cemento architettonico sotto i portici sono realtà e i due che gridavano al sopruso siedono oggi, con tanto di soddisfazione e sorriso, tra le autorità che tagliano il nastro sull’opera che avevano bollato come irrispettosa della storia cittadina. Una piroetta perfetta, che qualcuno definirebbe capriola politica: evidentemente una poltrona in Giunta vale più di ogni convinzione espressa a mezzo stampa. Sarebbe interessante chiedere a Cepparello e Raspanti se, riguardando oggi quelle stesse colonne e quella stessa pavimentazione che criticarono nel 2019, provano ancora lo stesso “sopruso” di allora, o se il disagio si sia felicemente dissolto una volta accomodati sugli scranni della giunta”.

“Come Lega e Forza Italia chiediamo  concludono – c-he, prima di ogni nuovo taglio del nastro, l’Amministrazione comunale renda conto pubblicamente e in modo trasparente dei costi complessivi sostenuti e ancora da sostenere per via Grande, comprensivi di tutte le varianti, e che si attivi immediatamente un piano straordinario di manutenzione e pulizia dei tratti già ultimati, comprese le colonne dei portici, prima che il degrado renda vano l’investimento fatto con i soldi dei livornesi. Ai livornesi, in attesa di risposte, non resta che continuare ad assistere a un altro taglio del nastro su un’opera che, complimenti, riesce già a invecchiare prima ancora di essere consegnata alla città”.

© Riproduzione riservata

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