Urania Milano – Libertas Livorno 73-66 (23-10, 42-25, 54-38)
URANIA MILANO: Taylor 22, Gentile 12, Amato 8, Lupusor 4, Rashed, D’Almeida, Morse 13, Cavallero 8, Morgillo, Sabatini 6. Coach Cardani
LIBERTAS LIVORNO: Woodson 15, Tiby 22, Valentini, Fantoni, Tozzi 2, Filloy 12, Penna 5, Possamai 8, Filoni 2. Coach Diana
MILANO – La Libertas Livorno cade all’ombra del Duomo, tradita da un avvio col freno a mano tirato e da una rincorsa furibonda che si spegne solo sul più bello. Al PalaLido finisce 73-66 per l’Urania Milano, un punteggio che non racconta appieno il brivido corso sulla schiena dei padroni di casa negli ultimi sessanta secondi, quando gli amaranto di coach Andrea Diana hanno sfiorato un ribaltone che avrebbe avuto del clamoroso. Restano i rimpianti per un primo tempo troppo timido, dove la fisicità di Gentile e l’estro di Taylor hanno scavato un solco apparso a lungo incolmabile.
L’approccio alla gara dei labronici è da dimenticare: Milano scappa subito sul 23-10, approfittando di una Libertas imprecisa e incapace di arginare Morse sotto le plance. Il gap si dilata ulteriormente nel secondo quarto, quando le triple di Amato e Sabatini portano l’Urania addirittura sul +21 (36-15). Gli amaranto sembrano alle corde, storditi dal ritmo dei Wildcats, ma è Woodson, con una tripla impossibile allo scadere del tempo, a provare a scuotere i suoi prima del riposo lungo (42-25).
Nella ripresa il copione sembra non cambiare: Taylor continua a martellare la retina e Milano gestisce il vantaggio con apparente tranquillità. Ma la Libertas ha un’anima dura a morire. Trascinata dall’esperienza di Filloy e dai rimbalzi di Tiby, la squadra di Diana inizia a rosicchiare punti su punti. Quando tutto sembra perduto, sul 68-55 a tre minuti dal termine, scatta qualcosa: una tripla di Penna e un guizzo di Woodson firmano un parziale incredibile che riporta Livorno a un solo possesso di distanza (69-66) a un minuto dalla fine. Il miracolo è lì, a portata di mano.
Il finale è un thriller: Milano perde palla in modo banale, Woodson ha tra le mani la tripla del pareggio ma il ferro sputa fuori la conclusione della gloria. Sul ribaltamento di fronte, la freddezza di Amato dalla lunetta e una schiacciata di Taylor in contropiede chiudono definitivamente i conti. La Libertas esce dal campo a testa alta ma con l’amaro in bocca per aver regalato venti minuti agli avversari, dimostrando però di avere il carattere per giocare alla pari contro le corazzate del campionato.



