LIVORNO – Secondo il bollettino Excelsior Informa nel trimestre febbraio-aprile 2026 le imprese livornesi hanno programmato 9680 assunzioni.
I dati di Unioncamere – Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Sistema Informativo Excelsior, fotografano un territorio provinciale che si prepara alla stagione e che nei prossimi mesi concentrerà la maggior parte delle opportunità nel settore dei servizi, con un ruolo rilevante di turismo e commercio.
“I numeri previsionali del trimestre – commenta il direttore di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli – ci dicono che il sistema economico provinciale è in movimento e si sta organizzando per intercettare la domanda legata alla stagione primaverile ed estiva. Questa è una grande opportunità per il territorio, soprattutto per chi oggi è fuori dal mercato del lavoro”.
Il riferimento è anche ai giovani che non studiano e non lavorano. Il bollettino evidenzia che il 26 per cento delle entrate previste riguarda under 30, mentre le professioni più richieste si concentrano nei servizi e nei profili operativi. “Di queste quasi diecimila entrate programmate in tre mesi, 3.780 unità riguardano i servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici e 1.060 il commercio. Dobbiamo interpretarle come un bacino concreto di occasioni, accompagnando i giovani verso le competenze richieste dalle imprese”.
Una parte significativa delle assunzioni è legata all’imminente stagione estiva, una caratteristica coerente con il modello economico locale. “Il nostro territorio – continua Pieragnoli – ha una forte vocazione turistica e la contrattualità legata alla stagione va gestita nella piena regolarità contributiva e nel rispetto dei contratti collettivi di riferimento. Su questo dobbiamo essere chiari: sì alla flessibilità necessaria per sostenere le imprese, no ai contratti pirata e a qualsiasi forma di dumping”.
Secondo Pieragnoli, proprio la fase che si apre richiede uno sforzo condiviso: “La stagione va preparata insieme. Categorie datoriali e organizzazioni sindacali devono impegnarsi per garantire strumenti contrattuali adeguati, trasparenti e pienamente regolari, così da ampliare le opportunità occupazionali senza comprimere diritti e tutele”.
Resta centrale il nodo del reperimento dei profili – con quasi un’impresa su due che segnala difficoltà – e della richiesta di esperienza specifica nel 68% dei casi. “Qui entra in gioco il ruolo delle politiche attive, della formazione mirata e dell’orientamento. Se vogliamo consolidare e rafforzare le stime positive dei prossimi mesi, dobbiamo lavorare sull’incontro tra domanda e offerta, costruendo percorsi che permettano anche a chi oggi è ai margini di rientrare nel circuito produttivo”.



