LIVORNO – Stefano Bandecchi, il vulcanico sindaco livornese di Terni, andrà a processo. È questa la decisione arrivata oggi (17 febbraio) dal tribunale di Roma, dove il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per l’imprenditore labronico nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’università telematica Unicusano. Le accuse sono pesanti: evasione fiscale per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti capitolini, Bandecchi, in qualità di amministratore di fatto dell’ateneo, avrebbe omesso il versamento delle imposte tra il 2018 e il 2022. Insieme a lui, il prossimo 4 giugno dovranno comparire davanti ai giudici del tribunale monocratico altre tre persone che hanno ricoperto ruoli di responsabilità all’interno della società. Al centro del contendere c’è la natura stessa delle attività dell’Unicusano che, secondo la tesi della procura, avrebbero generato profitti commerciali da tassare in modo differente rispetto a quanto dichiarato.
Bandecchi, come suo solito, non ha perso la grinta nemmeno davanti al Palazzo di Giustizia. “Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto – ha commentato a caldo lasciando l’aula con piglio schietto – Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”, ha aggiunto, mostrandosi pronto alla battaglia legale.
Per il primo cittadino umbro, che non ha mai rinnegato le proprie radici toscane facendone anzi un vanto di autenticità e forza comunicativa, si apre ora una partita giudiziaria delicatissima. Il dibattimento di giugno sarà il terreno di scontro dove la difesa cercherà di smontare il castello accusatorio della presunta evasione milionaria.



