LIVORNO – Il Partito Democratico alza il muro contro la nomina del prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, a commissario straordinario per la Darsena Europa. Con un appello congiunto che vede schierati in prima linea il governatore Eugenio Giani, il sindaco Luca Salvetti e una nutrita pattuglia di parlamentari e consiglieri regionali (Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Marco Simiani, Laura Boldrini, Ylenia Zambito, Arturo Scotto, Dario Parrini, Federico Gianassi, Cristian Di Sanzo, Silvio Franceschelli e Alessandro Franchi), i dem chiedono al governo un passo indietro immediato, definendo l’operazione “un’interferenza ingiustificabile”.
Secondo il fronte del centrosinistra, la figura commissariale sarebbe del tutto superflua, se non dannosa. Il Pd rivendica con forza il ruolo dell’Autorità portuale e del suo presidente, Davide Gariglio, ritenuti pienamente capaci di gestire le competenze e le professionalità necessarie per l’opera. Sotto i riflettori finiscono anche i 200 milioni di euro già stanziati dalla Regione Toscana, risorse che – secondo la nota – meriterebbero una gestione condivisa con il territorio piuttosto che una struttura commissariale calata dall’alto.
La critica si sposta poi sul piano istituzionale ed economico. Per Giani, Salvetti e i firmatari dell’appello, il “caso Livorno” rappresenta una rottura del corretto equilibrio tra poteri e uno spreco di denaro pubblico che rischierebbe di frenare, anziché accelerare, lo sviluppo dello scalo.
La battaglia politica è ora pronta a spostarsi a Roma: il Partito Democratico ha già annunciato battaglia in ogni sede, a partire dal voto parlamentare di ratifica previsto nei prossimi giorni, dove i rappresentanti Dem cercheranno di bloccare definitivamente la nomina del prefetto.



