LIVORNO – La societĂ Autolinee Toscane ha dato mandato al proprio ufficio legale di valutare le condizioni per procedere legalmente nei confronti dei proprietari degli autoveicoli che, parcheggiati in sosta vietata bloccano il servizio di trasporto pubblico su gomma, e delle persone che hanno aggredito verbalmente, insultati e minacciatati i propri autisti.
Questa decisione è dovuta al fatto che episodi simili si stanno susseguendo in alcune aree di Livorno con preoccupante frequenza. In particolare, gli ultimi episodi si sono verificati in via Stenone, all’uscita delle scuole, e a Montenero.
In via Stenone non solo i bus At sono rimasti bloccati da auto in doppia fila o in sosta vietata, ma alle richieste degli autisti di spostare i veicoli per consentire lo svolgimento del servizio pubblico, è stato risposto con insulti e minacce verbali.
Stessa situazione, purtroppo, è segnalata anche al capolinea di piazza delle Carrozze a Montenero. Anche in questa zona auto parcheggiate in sosta vietata anche negli spazi riservati ai bus di linea ostacolano le normali manovre e/o impediscono ai mezzi At di sostare per svolgere il servizio di scarico e carico dei clienti. Anche in questi casi quando l’autista chiede che le auto siano spostate per consentigli di svolgere il proprio servizio pubblico di trasporti vengono insultati, aggrediti verbalmente e minacciati.
“Come azienda – spiega Luca Barsaglini, direttore di servizio dipartimento nord di At-Autolinee Toscane – naturalmente siamo a fianco dei nostri lavoratori ogni qual volta intendano intraprendere azioni a propria personale tutela. Purtroppo, non è la prima volta che i nostri autisti segnalano episodi del genere in alcune zone della città e già abbiamo informato l’Amministrazione comunale della situazione. Credo che al di là degli aspetti legali che faranno il proprio corso, serva da parte delle istituzioni competenti sia garantire il rispetto delle regole, sia un’azione volta a spiegare a tutte le persone che coloro che guidano i bus, così come altre tipologie di lavori, devono essere rispettati non solo come persone e come lavoratori, ma anche come elementi indispensabili per garantire servizi pubblici essenziali di cui gode tutte la nostra comunità ”.


