LIVORNO – Manifesti fascisti al liceo Cecioni, “Gli striscioni inneggianti al fascismo, trovati appesi lungo la scala antincendio della scuola – sottolinea la presidente della Provincia Sandra Scarpellini – non sono un’azione goliardica, ma esprimono una precisa presa di posizione, che merita una riflessione attenta. Non si tratta di una scritta scomposta che evochi la peggiore dittatura provata da questo paese, comunque da non sottovalutare, ma di 4 striscioni preparati e sistemati con cognizione di causa”.
Così la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, che afferma: “La domanda è: sappiamo cosa significava ‘credere, obbedire, combattere’? Era il motto fascista che portava in sé supremazia, razzismo, guerra. Il significato è chiaro, senza margine di dubbio. Non credo quindi ci sia da convincere della stupidità di tale gesto chi lo ha fatto, evidentemente convinto che quella roba sia riesumabile, ma confrontarci con tutte e tutti gli altri che uno spiraglio almeno di dubbio in sé lo conservano, tutti i componenti il mondo della scuola, per stringerci intorno al rifiuto di quella spazzatura nei luoghi della civiltà e della democrazia”.
“Cosa può essere, più della scuola, luogo di esercizio e crescita del vivere civile e democratico? Ritengo inutile – prosegue Scarpellini – brandire la clava dell’apologia di reato (pur vera) che segue l’evocazione del fascismo, come da previsione costituzionale, per stigmatizzare questi episodi, pensando di sradicarli, senza andare a strapparne le radici. Se non si sente più vivo l’imperativo antifascista, la sua condanna non scuote le coscienze. Le coscienze vanno rianimate, con la conoscenza del passato, accompagnata dalla consapevolezza del presente”.
“Di fronte a un episodio simile, va costruito un cerchio di democrazia in cui debbono stare tutte le istituzioni e le forze politiche che compongono l’arco parlamentare. Tutte le forze che stanno dentro questo perimetro devono uscire da qualsiasi zona di silenzio e esprimere ferma condanna di fronte a quella roba immonda, andando oltre, ovvero provando a stringere un patto di civiltà e umanità; l’esatto contrario del messaggio di quegli striscioni. Quei lenzuoli rappresentano persone innocenti, deportate e uccise nei campi di concentramento grazie alle leggi razziali fasciste; rappresentano l’annientamento della libertà di pensiero; rappresentano aver portato un paese in miseria alla guerra e alla sofferenza. A chi può piacere questo?”.
“Livorno è profondamente antifascista e non servono reazioni scomposte. Occorre avere tutti parole di chiarezza, per condividere che difendere i valori della libertà e della democrazia deve essere un esercizio quotidiano, in particolare nelle nostre scuole. Come Provincia siamo e saremo sempre disponibili al massimo dialogo con i ragazzi. Un dialogo che vada oltre i meri problemi sulle aule e i lavori di manutenzione, ma affronti anche e soprattutto il disagio di generazioni che si sentono incomprese e che magari trovano in certi slogan – conclude la presidente della Provincia – quelle sicurezze che non siamo più in grado di dare”.



