LIVORNO – “No agli hotspot. Né a Collesalvetti né altrove: contro la politica disumana dell’emergenza permanente”. Lo dicono Rifondazione Comunista Pisa, Una Città in Comune, Buongiorno Livorno, Primo Polo per Livorno, La Sinistra di Collesalvetti, Rifondazione Comunista Livorno e Circolo Prc – Collesalvetti
“Il progetto di un nuovo hotspot a Collesalvetti evocato dal Governo Meloni ripropone una pratica ormai consolidata: quella dell’emergenza migratoria (che non c’è) come giustificazione per misure straordinarie. Ma l’emergenza, in questo caso, non descrive la realtà, piuttosto la costruisce. Gli hotspot, introdotti nel 2015 nell’ambito delle politiche europee sul controllo delle frontiere esterne, non sono strutture di accoglienza. Sono dispositivi di selezione e smistamento, luoghi in cui le persone vengono identificate, arbitrariamente classificate e indirizzate – o protezione o espulsione – svuotando il diritto d’asilo”
“Il punto non è – solo – umanitario, ma politico. Gli hotspot segnano una trasformazione profonda: la migrazione viene trattata come questione tecnica e di ordine pubblico, non come fenomeno sociale e globale. In questo modo ogni persona si trasforma in un caso amministrativo e il diritto si piega alla logica della gestione. Questa logica prosegue e si radicalizza nei Cpr, dove la detenzione amministrativa colpisce persone che non hanno commesso reati. Hotspot e Cpr non sono eccezioni, ma parti di un unico sistema che normalizza il confinamento e rende ordinaria la sospensione dei diritti. Per questo diciamo con chiarezza: gli hotspot non sono riformabili, sono da superare. Non servono più strutture di confinamento, ma politiche capaci di governare le migrazioni fuori dalla logica emergenziale e securitaria. Ci opporremo in ogni sede all’apertura dell’hotspot di Collesalvetti. Useremo tutti gli strumenti politici, istituzionali e sociali a nostra disposizione per impedirne la realizzazione”.



