LIVORNO – Cgil, preoccupazione per il percorso di realizzazione della Casa di Comunità e del relativo ospedale di Fiorentina. Per il sindacato e per i pensionati della Spi “il percorso è fermo e incerto”.
“La mancata realizzazione della sede temporanea destinata ad accogliere i servizi durante la ristrutturazione – si legge in una nota a firma del segretario generale Gianfranco Francese e della segretaria dello Spi Cgil di Livorno Monica Cavallini – rappresenta un fallimento grave, che conferma la fragilità dell’intero percorso. Non si tratta di un semplice ritardo. Si tratta di una grave carenza che produce conseguenze reali sulle persone e sulle strutture ospedaliere, in particolare nei quartieri nord di Livorno, dove il bisogno di servizi sociosanitari integrati è più alto e più urgente”
Cgil e Spi-Cgil avevano già segnalato con forza l’assenza di un cronoprogramma definito, l’incertezza sulle soluzioni alternative e il rischio concreto che il progetto subisse continui slittamenti. ”Oggi i fatti dimostrano che quelle preoccupazioni erano fondate – dice il sindacato – Sia chiaro: non stiamo dicendo che i servizi non esistono. Ma la casa di comunità, cosi come l’ospedale di comunità rappresentano un modello organizzativo diverso e più avanzato, capace di garantire una vera integrazione socio-sanitaria, una presa in carico multidisciplinare, una risposta strutturata ai bisogni di anziani, persone fragili e pazienti cronici. Per un’area della città che presenta maggiori criticità sociali e sanitarie, il venir meno di questa struttura costituisce un problema serio. Senza la Casa di comunità si perde un modello di presa in carico integrata, capace di coordinare assistenza sanitaria e sociale, prevenzione, continuità assistenziale e supporto alle fragilità, cosi com’è grave il mancato avvio dell’ospedale di comunità: senza queste strutture si scarica ulteriore pressione sull’ospedale cittadino, già da tempo in sofferenza per la carenza di strutture territoriali”.
“Questo non è un problema circoscritto a un quartiere: è un nodo che riguarda l’equilibrio complessivo dell’assistenza sanitaria locale e la capacità del sistema di rispondere ai bisogni della popolazione. Per queste ragioni chiediamo con urgenza un cronoprogramma dettagliato e pubblico con tempi certi di realizzazione, chiarezza sulle risorse disponibili e sugli eventuali ostacoli ancora presenti e un confronto con le istituzioni e la Asl. Cgil e Spi-Cgil non intendono assistere passivamente a ulteriori rinvii. Se non arriveranno risposte concrete, valuteremo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per tutelare il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini dei quartieri nord e dell’intera città. La sanità territoriale non può essere sempre l’anello debole del sistema. I cittadini aspettano da troppo tempo”.



