LIVORNO – Il caso dei tornelli negli stabilimenti balneari livornesi ha ormai superato i confini della città. Se ne è parlato sui giornali cittadini e nazionali, sui social network e anche a livello europeo. Sono intervenuti (poco) il Comune, i rappresentanti degli stabilimenti, le associazioni di categoria, Matteo Hallissey e numerosi cittadini. A rimanere sostanzialmente fuori dal dibattito, almeno attraverso prese di posizione pubbliche chiaramente riconoscibili, sono le segreterie del centrodestra livornese.
La vicenda è iniziata con le iniziative promosse dal presidente di +Europa e dei Radicali Italiani insieme a Ivan Grieco, attraverso video e accessi dimostrativi negli stabilimenti cittadini. Le immagini dei tornelli e le contestazioni sulle modalità previste per raggiungere gratuitamente la battigia hanno aperto un confronto che non riguarda soltanto il pagamento di un ingresso, ma il rapporto tra concessioni private, beni pubblici e diritti dei cittadini.
Il Comune di Livorno ha risposto sostenendo di avere effettuato le necessarie verifiche e affermando che la situazione risulta regolare negli stabilimenti controllati. L’assessora al demanio Viola Ferroni con un post sui social ha inoltre contestato le modalità e i tempi di diffusione di uno dei video, definendone la riproposizione una strumentalizzazione e difendendo il lavoro dei gestori e l’identità degli stabilimenti livornesi.
L’amministrazione ha poi assicurato che le future gare saranno avviate non appena le condizioni tecniche e normative lo consentiranno. Una posizione precisa, dunque, sulla quale è possibile essere d’accordo oppure dissentire. Ma è una posizione.
Hallissey ha replicato chiedendo la rimozione dei tornelli (che sono sempre lì) che ostacolano il passaggio, accessi gratuiti realmente fruibili, una segnaletica chiara e un maggior numero di varchi pubblici. La mobilitazione è proseguita con una petizione che, secondo quanto comunicato dai promotori, ha raccolto oltre 2500 adesioni in due giorni.
Nel frattempo è emerso anche il tema delle concessioni demaniali. A Livorno sarebbero circa quaranta gli stabilimenti interessati dalle future procedure pubbliche. Gli attuali titoli restano efficaci fino al 30 settembre 2027, con la possibilità, in presenza delle condizioni previste dalla normativa, di un differimento fino al marzo 2028. Anche su questo passaggio servirebbero trasparenza, confronto politico e indicazioni precise.
Eppure, nonostante la rilevanza assunta dal caso, dalle principali forze del centrodestra cittadino non risulta ancora una risposta politica capace di chiarire ai livornesi quale sia la loro posizione. Già nei giorni scorsi il Corriere Livornese aveva evidenziato l’assenza dal dibattito di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. A oggi, dalle fonti pubblicamente consultabili, non emergono interventi tali da colmare quel vuoto.
Il punto non è chiedere al centrodestra di aderire alla campagna dei Radicali né di accettarne automaticamente ricostruzioni, linguaggio e iniziative. Il punto è comprendere che cosa pensi l’opposizione cittadina di una questione diventata ormai politica e amministrativa.
Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ritengono che negli stabilimenti livornesi il libero accesso alla battigia sia garantito in maniera chiara, agevole e dignitosa? Considerano sufficienti i controlli effettuati dal Comune? Condividono la presenza dei tornelli e l’attuale organizzazione degli ingressi? Chiederanno la pubblicazione di una mappa completa dei passaggi gratuiti? Quale posizione intendono assumere sulle future gare e sui criteri che dovranno regolare le concessioni?
Soprattutto, il centrodestra livornese condivide oppure no la gestione della vicenda da parte del sindaco Luca Salvetti e del governo cittadino?
Il silenzio, quando si ricopre il ruolo di opposizione, rischia inevitabilmente di trasformarsi in una posizione politica. Non permette però ai cittadini di capire se ci si trovi davanti a un tacito consenso verso l’amministrazione, a una prudente attesa oppure alla semplice volontà di non affrontare un argomento considerato scomodo.
Il Corriere Livornese chiede quindi al centrodestra livornese di battere un colpo. Non per alimentare una contrapposizione costruita, ma per svolgere quella funzione di controllo, proposta e rappresentanza che spetta alle opposizioni.
I livornesi hanno il diritto di conoscere il pensiero di tutte le forze politiche su un tema che riguarda il mare, le concessioni, gli spazi pubblici e il futuro della costa cittadina. La maggioranza ha espresso la propria posizione. I promotori della protesta hanno espresso la loro. I gestori e le associazioni di categoria sono intervenuti.
Adesso manca la voce dell’opposizione. E continuare a non rispondere finirebbe per lasciare aperta una domanda inevitabile: sulla vicenda dei tornelli e dell’accesso al mare, il centrodestra livornese è contrario all’operato della giunta oppure lo condivide?


