LIVORNO – Contrasto all’abusivismo commerciale e alla vendita di merce contraffatta nel centro cittadino, il tema torna al centro del dibattito pubblico anche alla luce dell’interpellanza dedicata al decoro urbano e alla tutela delle attività regolari di Alessandro Guarducci. Un fenomeno che incide non solo sull’economia locale, ma anche sulla percezione di sicurezza e legalità in aree strategiche della città.
Per Confcommercio Livorno, è intervenuto Alessio Giovarruscio, responsabile sindacale del Comune di Livorno.
“Con spirito di collaborazione istituzionale – spiega Giovarruscio – e un approccio costruttivo, portiamo la voce degli imprenditori che hanno il diritto alla serenità, sicurezza e decoro e rispetto delle regole della concorrenza. La lotta alla contraffazione e all’abusivismo non è una bandiera politica, ma una priorità vitale per la sopravvivenza delle imprese. I dati nazionali parlano chiaro: il costo dell’illegalità nel commercio e nei pubblici esercizi è pari a 38,6 miliardi di euro e mette a rischio oltre 268mila posti di lavoro regolari. Sono fenomeni che drenano risorse, creano concorrenza sleale e microcriminalità. Problemi che sono avvertiti con particolare allerta anche sul territorio livornese, dove il 14% si dichiara molto preoccupato per la propria attività e il 53% dichiara inadeguato il presidio delle forze dell’ordine”.
Sulla stessa linea Confesercenti Livorno, con il direttore provinciale Alessandro Ciapini: “Abusivismo e contraffazione sono, per le associazioni di categoria, la madre di tutti i problemi. È una criticità diffusa in molte città, ma a Livorno assume un peso tutto particolare in vista della riqualificazione di una nuova area mercatale che deve essere valorizzata e mantenuta nel decoro. I nostri operatori ringraziano la polizia municipale per l’impegno, ma segnalano una percezione di controllo non continuativa: spesso, appena le pattuglie si allontanano, gli ambulanti abusivi tornano a stendere i teli. Servono interventi repressivi più duraturi, coordinati anche con altre forze di polizia, ma accanto a questi è fondamentale un’azione di prevenzione e sensibilizzazione, a partire dalle scuole, perché acquistare merce contraffatta è un reato”.
Entrambe le associazioni ribadiscono che la percezione degli imprenditori non è un dato soggettivo, ma un indicatore concreto dello stato di salute del tessuto economico urbano. Rafforzare il presidio, coordinare i controlli e investire nella cultura della legalità sono passi necessari per tutelare le imprese regolari, il lavoro e il futuro del centro cittadino.


