CAMPIGLIA MARITTIMA – Venerdì (6 marzo) alle 18, nella saletta Ccmunale La Pira a Venturina Terme, si terrà un appuntamento molto importante sul tema Biostimolanti in agricoltura.
L’incontro, aperto a chiunque voglia partecipare, è organizzato da Cia Etruria in collaborazione con il Sant’Anna di Pisa, Istituto di produzioni vegetali, ed ha l’obiettivo di illustrare i risultati di una prima attività di sperimentazione effettuata lo scorso anno presso due aziende della Val di Cornia.
“Il tema dei biostimolanti – dice Marino Geri, responsabile Cia Etruria Val di Cornia – è al centro delle politiche inerenti all’agricoltura sostenibile ed è determinante, ora più che mai, in un contesto storico caratterizzato dai cambiamenti climatici i cui effetti possono essere contenuti proprio attraverso la ricerca e l’innovazione scientifica”.
Cia Etruria evidenzia da tempo la necessità di sostenere la ricerca collaborando non a caso con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, poiché è attraverso il continuo confronto tra produttori e comunità scientifica che si possono trasferire le innovazioni di quest’ultima direttamente sulle pratiche agricole. “L’innovazione per Cia non è solo una questione tecnologica – prosegue Geri – bensì una precisa scelta politica e culturale. Investire in conoscenza aiuta ad accompagnare le aziende agricole nei processi di transizione e il rapporto che abbiamo intrecciato con l’Università rappresenta un esempio virtuoso poiché siamo convinti che chi semina innovazione raccoglie progresso”.
Nel corso dell’evento il professor Antonio Ferrante (Istituto di produzioni Vegetali, Scuola Superiore Sant’Anna) riferirà su cosa sono i biostimolanti, come e quando utilizzarli mentre il professor Fabio Scotto di Covella (entrambi dell’Istituto di produzioni Vegetali, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) parlerà dell’effetto di tre biostimolanti sull’incidenza del marciume apicale nel pomodoro. “Si tratta di un appuntamento al quale invitiamo tutti a partecipare e di una collaborazione, quella intrecciata con il Sant’Anna di Pisa, cui teniamo moltissimo – sottolinea Cinzia Pagni, presidente Cia Etruria – poiché la ricerca è fondamentale per lo sviluppo, e dunque, per il futuro dell’agricoltura”.



