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Tre anni fa la tragedia di Cutro: Livorno e Crotone ricordano le 94 vittime

Annunciata l'unione simbolica tra il Giardino di Alì e il Giardino di Sara durante una videoconferenza fra i due Comuni. Erano presenti anche i genitori della prima bambina labronica donatrice di organi

LIVORNO – Un’unione simbolica tra il Giardino di Alì a Crotone e il Giardino di Sara a Livorno in ricordo della tragedia di Cutro. L’avvio del percorso comune è stato annunciato oggi (26 febbraio) nella Sala Giunta di Palazzo municipale, in una diretta streaming fra il Comune di Crotone e il Comune di Livorno: un’iniziativa per ricordare le quasi cento vittime di Steccato e la prima bambina donatrice di organi della città.

Per il Comune di Crotone, dalla Sala Consiliare Falcone e Borsellino, erano presenti il sindaco Vincenzo Voce e l’assessore alle politiche sociali Filly Pollinzi. Per il Comune di Livorno erano presenti in Sala Giunta la vicesindaca Libera Camici, con delega alle attività educative e l’assessora Rafanelli che ha la delega ai gemellaggi.

Si ricorda che Il Giardino di Sara è il centro infanzia comunale di Villa Corridi, che fu intitolato nel 1992 a Sara Mazzi, scomparsa il 18 gennaio 1990, la prima bambina livornese donatrice di organi. La struttura ha anche un giardino, nel quale sono stati piantati lo scorso anno 94 alberelli come il numero accertato dei migranti morti (di cui 35 minori) nella tragedia di Cutro.

All’iniziativa sono intervenuti anche il padre e la madre di Sara, Claudio e Marzia Mazzi, in rappresentanza dell’associazione culturale intitolata alla stessa Sara Mazzi.  L’associazione culturale Sara Mazzi è nata per promuovere, sviluppare e valorizzare la cultura della solidarietà e della donazione ed è volta a diffondere sul territorio progetti umanitari e di solidarietà in particolare rivolti alla tutela dei diritti dei più deboli.

La conferenza si è tenuta in occasione del terzo anniversario della tragedia di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, rafforzando il significato profondo dell’iniziativa nel segno della memoria, della solidarietà e dell’impegno civile. Un momento istituzionale fondato sui valori dell’accoglienza, della memoria e della solidarietà, che ha visto dialogare le due amministrazioni comunali nel segno di un impegno condiviso.

Al centro dell’incontro, come detto i due giardini simbolo. Due esperienze nate in contesti diversi ma unite dallo stesso messaggio di umanità, accoglienza e speranza. Nel corso dell’evento sono state illustrate le prospettive di collaborazione tra le due città, con l’obiettivo di sviluppare iniziative comuni nei campi della cultura della memoria.

Il sindaco Vincenzo Voce ha dichiarato: “Questa unità di intenti che si verifica nel terzo anniversario della tragedia di Steccato di Cutro, segna un passaggio importante nel rapporto tra le nostre comunità. L’unione simbolica tra il Giardino di Ali e il Giardino di Sara rappresenta un ponte ideale nel segno della solidarietà. Continueremo a lavorare per trasformare la memoria in impegno concreto, soprattutto a favore delle nuove generazioni”.

“Il dialogo tra le città è fondamentale per costruire una rete di memoria e responsabilità civile. Il Giardino di Sara e il Giardino di Ali sono luoghi vivi che raccontano storie diverse ma unite dalla forza dell’amore, della solidarietà e della speranza. Come amministrazione comunale siamo orgogliosi di rafforzare il legame con Livorno attraverso progetti che parlano al cuore delle persone” ha detto l’assessore Pollinzi del Comune di Crotone.

La vicesindaca di Livorno Libera Camici ha spiegato che “L’idea di creare simbolicamente un’unione tra il Giardino di Sara e il Giardino di Alì è nata in seguito ad una comunicazione consiliare sulla strage di Steccato di Cutro da parte della lista civica Protagonisti per la Città. Due storie che si intrecciano e si collegano. Abbiamo deciso di piantare nel giardino del servizio educativo giardino di Sara 94 alberelli, numero delle vittime accertate della strage di Cutro. L’unione simbolica tra i nostri due Comuni sarà poi sancita dall’apposizione di una targa nel Giardino di Sara ed una nel Giardino di Alì che inaugureremo in contemporanea nel mese di aprile. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa di solidarietà con una unità di intenti non comune in città tanto distanti”.

Nel ringraziare tutti coloro i quali hanno consentito la realizzazione della iniziativa congiunta, l’assessora Rafanelli ha sottolineato che “questo deve diventare un appuntamento fisso, ogni 26 febbraio dobbiamo ritrovarci per non far affievolire la memoria e il ricordo. Perché la memoria é necessaria per vivere un presente capace di costruire un futuro migliore”.

Claudio Mazzi nel ricordare che il dolore per la scomparsa di un figlio non passa mai (“e non esiste nemmeno una parola per definire un genitore che perde un figlio”) ha voluto richiamare l’importanza di essere solidali e umani verso chi si muove da un paese in guerra o comunque in condizioni difficili per avere un futuro migliore. “Mia figlia Sara – ha detto – è morta per così dire per un qualcosa di più grande di noi, non avremmo potuto fare niente. Alì avrebbe potuto, e avrebbe avuto diritto, di essere salvato“.

© Riproduzione riservata

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