LIVORNO – Da sabato (26 settembre) al 10 ottobre Extra Factory presenta Ritorni dal vero, mostra personale di Paolo Paoletti, da oltre cinquant’anni legato alla pratica della pittura dal vero.
L’esposizione riunisce opere appartenenti a differenti momenti della sua ricerca, con particolare attenzione alla produzione compresa tra gli anni Ottanta e Duemila, affiancata da alcuni lavori più recenti. Più che una retrospettiva in senso stretto, la mostra propone un attraversamento nel tempo capace di mettere in evidenza la continuità e, insieme, l’evoluzione dello sguardo dell’artista.
Paesaggi, marine, barche, canali, interni e fiori costituiscono da sempre il lessico figurativo di Paoletti. Una pittura che nasce dall’osservazione diretta della realtà ma che non si limita alla sua descrizione: il soggetto viene progressivamente essenzializzato, ricondotto a rapporti misurati di luce, colore e spazio, fino a trasformarsi in atmosfera e memoria.
Nato a Livorno nel 1948, Paoletti frequenta la Scuola d’arte Trossi-Uberti, diretta da Voltolino Fontani, e successivamente l’Istituto d’arte Passaglia di Lucca. Dipinge dal vero fin da giovanissimo ed espone già poco più che ventenne. Il rapporto con la natura e con la tradizione pittorica livornese attraversa l’intero suo percorso. Già la critica ne sottolineava agli esordi la capacità di non interrompere, nonostante il susseguirsi di mode e manifesti, quel ‘colloquio col vero’ che lo avvicinava alla sensibilità post-macchiaiola e alla cosiddetta vecchia guardia labronica. Un’eredità mai intesa come esercizio nostalgico, ma come punto di partenza per una personale sintesi della realtà.
Andrea Revi ne evidenziava la padronanza del disegno, dell’impasto e delle velature, parlando di una “continuità narrativa, ma non ripetitiva”; Carolina Martini lo descrive invece mentre dipinge direttamente sul mare, davanti all’orizzonte e alla tela, dando un paesaggio non semplicemente riprodotto ma reso più intimo e rarefatto. Proprio questa relazione costante con ciò che ha davanti dà origine al titolo della mostra.
Ritorni dal vero allude infatti non soltanto al ritorno su luoghi e soggetti frequentati nel corso dei decenni, ma soprattutto alla fedeltà dell’azione: mettersi davanti alle cose e continuare a osservarle. Il ritorno, dunque, non come ripiegamento sul passato, ma come possibilità di misurare ogni volta una distanza diversa tra l’occhio, il tempo e il paesaggio.
Nelle tele di Paoletti la figura umana compare raramente, ma la sua presenza rimane percepibile nelle barche, nei moli, nelle case, nelle tracce lasciate sul territorio. Sono luoghi spesso appartati e silenziosi, sospesi in una dimensione nella quale il tempo sembra rallentare e la realtà si carica di una quieta malinconia.
Nel corso della sua attività Paolo Paoletti ha esposto in numerose occasioni in Toscana e fuori regione. Tra le mostre personali figurano Grosseto nel 1971, Rho nel 1976, Vigevano, Livorno e Cremona nel 1993, nuovamente Cremona nel 1994, Bologna nel 1995 e Livorno nel 2015. Nel 1994 è inoltre vincitore di un’estemporanea di pittura a Bolgheri. Sue opere sono presenti in molte collezioni private.
Con Ritorni dal vero, Extra riporta l’attenzione su una ricerca condotta lontano dalle mode e costruita attraverso il tempo lento della pittura, l’osservazione e un rapporto mai interrotto con il paesaggio.


