LIVORNO – Traghetto Livorno – golfo Aranci attaccato da uno squilibrato: maxi esercitazione della Guardia costiera tra security, soccorso e antinquinamento.
Grande successo per l’iniziativa che si è svolta stamani (8 maggio) nelle acque antistanti il porto, una complessa esercitazione interforze coordinata dal centro Secondario di Soccorso Marittimo della Guardia costiera di Livorno (Secondo Maritime Rescue Sub Center), sotto la direzione della Prefettura di Livorno, finalizzata a testare la risposta operativa in caso di grave emergenza marittima.
L’attività addestrativa, denominata Pollex- Security-Sarex 2026, rientra nel programma di esercitazioni che costantemente il personale della Guardia costiera svolge, in collaborazione con le altre amministrazioni presenti sul territorio, per mantenere elevati standard di preparazione, verificare la capacità di coordinamento della catena dei soccorsi e consolidare la cooperazione tra le diverse componenti istituzionali chiamate a intervenire nelle emergenze in mare.
All’esercitazione hanno preso parte numerosi mezzi navali e aerei della Guardia costiera, dei carabinieri, della polizia di stato, della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco – presenti anche con il nucleo sommozzatori – oltre a personale sanitario del 118, mezzi della società Castalia per il pronto intervento antinquinamento, unità dei servizi tecnico-nautici del porto di Livorno e associazioni di volontariato quali Misericordia e Croce Rossa.
Lo scenario simulato ha preso avvio intorno alle 10, quando il comandante del traghetto Mega Express Two della Corsica Ferries, in navigazione da Livorno a golfo Aranci con a bordo 90 membri dell’equipaggio e circa 250 passeggeri, ha lanciato l’allarme comunicando la presenza a bordo di un soggetto armato e in evidente stato di alterazione.
Secondo la simulazione, l’uomo, dopo aver minacciato un membro dell’equipaggio per accedere alla plancia di comando, avrebbe lanciato un ordigno incendiario causando un principio di incendio e il ferimento del personale addetto alla conduzione della nave. Lo stesso avrebbe poi aggredito alcuni passeggeri e membri dell’equipaggio con arma da taglio e arma da fuoco, rendendosi poi irreperibile all’interno del traghetto. A causa della perdita di controllo dell’unità, il traghetto entrava in collisione con il motopesca Arcaria, provocandone il rovesciamento, la caduta in mare dei quattro membri dell’equipaggio e uno sversamento di carburante e sostanze oleose.
Immediatamente sono state attivate le procedure di emergenza previste per eventi di particolare gravità. Oltre alla sala operativa del secondo Mrsc della Guardia costiera di Livorno, venivano prontamente coinvolte la Prefettura, la Questura, la Guardia di finanza e la centrale operativa nazionale della Guardia costiera di Roma.
La Sala operativa della Guardia costiera di Livorno ha assunto il coordinamento delle operazioni Sar (Search and rescue), disponendo l’invio immediato di motovedette specializzate, unità navali dei vigili del fuoco e della Guardia di finanza, mentre un velivolo delle fiamme gialle, già in attività operativa, veniva dirottato sull’area dell’emergenza per fornire supporto aereo e trasmettere in tempo reale le immagini alla centrale operativa.
Contestualmente è stato disposto il decollo di un elicottero della Base aeromobili della Guardia costiera di Sarzana per le attività di ricerca dei naufraghi del motopesca e per il successivo recupero dei feriti più gravi.
Nel frattempo, in ambito portuale, venivano attivate le procedure di security previste dal Port facility security plan (Pfsp), con l’innalzamento del livello Marsec 3: chiusura dei varchi, sospensione delle operazioni commerciali ed evacuazione delle aree non interessate dalla gestione dell’emergenza.
La Prefettura di Livorno, tramite il funzionario di pubblica sicurezza, ha assunto quindi il coordinamento delle attività di ordine pubblico, riunendo il Comitato di crisi e disponendo, sulla base delle informazioni fornite dalla Guardia Costiera, l’intervento delle forze speciali – Gis dei Carabinieri – per neutralizzare il soggetto ostile presente a bordo.
Parallelamente, le unità Sar e gli elicotteri hanno recuperato i naufraghi del motopesca, mentre il mezzo antinquinamento Nos Taurus operava per il contenimento della chiazza oleosa generata dal ribaltamento del peschereccio.
A causa dell’inagibilità della plancia, resa inutilizzabile dall’incendio simulato, l’equipaggio del traghetto ha assunto il controllo dell’unità dalla sala macchine, consentendo il lento rientro verso la rada del porto di Livorno con l’assistenza di un pilota del porto e il supporto dei rimorchiatori. Una volta neutralizzato l’attaccante da parte delle forze speciali, è stato autorizzato l’intervento a bordo del personale di polizia giudiziaria, dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’unità e dei sanitari del 118 per il trattamento dei feriti.
Nel frattempo, alla direzione marittima di Livorno è stata attivata una sala crisi, da dove hanno potuto seguire l’esercitazione il Prefetto di Livorno, il direttore marittimo della Toscana, il Questore e i comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza. Conclusa la fase di evacuazione e soccorso, sono state avviate le attività di polizia scientifica e giudiziaria a bordo dell’unità, segnando la chiusura dello scenario esercitativo.
L’esercitazione ha consentito di testare in maniera estremamente realistica la capacità di risposta del sistema integrato di soccorso marittimo e di gestione delle emergenze complesse, evidenziando l’elevato livello di preparazione raggiunto dal personale coinvolto e la piena efficacia del coordinamento tra tutte le componenti istituzionali intervenute.
“Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla pianificazione e alla perfetta riuscita dell’esercitazione – ha dichiarato al termine delle attività il firettore marittimo della Toscana, Ammiraglio Canu – a partire dalla Prefettura, dalle forze di polizia e di soccorso intervenute, dai servizi tecnico-nautici del porto e dalla società armatrice. Queste esercitazioni rappresentano momenti fondamentali per verificare il livello di preparazione raggiunto nella gestione di eventi complessi e per garantire, sotto ogni profilo, la sicurezza dei cittadini”.
“Ringrazio tutti gli enti, le istituzioni e i soggetti coinvolti che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’attività esercitativa – ha commentato il dottor Dionisi, prefetto di Livorno – occasioni come questa dimostrano concretamente la capacità delle istituzioni di operare come una squadra coesa, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, con l’obiettivo comune di garantire sicurezza, legalità e tutela della collettività”.



