LiVORNO – Caso moschee abusive a Livorno, via ai controlli del Comune sui luoghi di culto islamici dopo il tavolo in prefettura.
Riunione in prefettura a Livorno questa mattina (4 settembre) per il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata all’utilizzo di alcuni immobili formalmente destinati ad attività associative, culturali, commerciali o artigianali, ma che, secondo le segnalazioni pervenute, potrebbero essere adibiti, in maniera stabile o prevalente, a luoghi di culto.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita la piena tutela della libertà di culto, diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione. L’attenzione si è concentrata sulla necessità di verificare la corrispondenza tra la destinazione d’uso legittimamente autorizzata e l’impiego effettivo degli immobili segnalati.
“Di fronte alle segnalazioni e alle preoccupazioni manifestate dai cittadini – ha dichiarato il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi – ho chiesto che venga fornita una risposta chiara, documentata e priva di ambiguità. Occorre mettere nero su bianco se i locali interessati siano utilizzati nel rispetto della destinazione d’uso assentita oppure se vi si svolgano, in maniera stabile e organizzata, celebrazioni e attività di preghiera collettiva proprie di un luogo di culto”.
Il Comune di Livorno ha accolto la richiesta formulata dal prefetto e ha assicurato che, attraverso i propri uffici tecnici e la polizia municipale, procederà ai necessari approfondimenti e agli accertamenti presso i locali segnalati. Per ciascun immobile sarà verificata la destinazione d’uso autorizzata e la sua effettiva corrispondenza all’attività concretamente esercitata.
Qualora dovessero emergere situazioni di irregolarità, il Comune valuterà e adotterà i conseguenti provvedimenti nell’ambito delle proprie competenze.
“Si tratta, in primo luogo, di un problema di legalità amministrativa, urbanistica ed edilizia – ha proseguito il prefetto – dal quale possono tuttavia discendere anche rilevanti questioni di ordine e sicurezza pubblica. Per questo motivo le forze di polizia continueranno a monitorare con attenzione la situazione, verificando ogni eventuale profilo ricadente nelle rispettive attribuzioni”.
È stato inoltre sottolineato che il rispetto della destinazione d’uso non costituisce un adempimento meramente formale, poiché è strettamente collegato alle caratteristiche che un immobile deve possedere in relazione alla funzione concretamente svolta e al numero delle persone che lo frequentano. Da tale qualificazione dipendono requisiti essenziali riguardanti, tra l’altro, l’agibilità, l’accessibilità, la capienza, la sicurezza degli impianti, le vie di esodo, le condizioni igienico-sanitarie e gli eventuali obblighi di prevenzione incendi.
“La libertà di culto deve essere garantita a tutti e senza discriminazioni, ma deve essere esercitata in luoghi regolari e sicuri. Le medesime regole valgono per una moschea, una chiesa, un tempio di qualsiasi confessione o qualunque altro spazio aperto alla partecipazione collettiva. Nessun diritto viene messo in discussione, ma non possono esistere zone franche rispetto alla legalità, alla destinazione d’uso e alla sicurezza delle persone”, ha concluso il prefetto Dionisi.
“Tolleranza zero contro ogni forma di abusivismo e illegalità: la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Accogliamo dunque con grande favore l’iniziativa del prefetto Giancarlo Dionisi, che ha convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica avviando un rigoroso controllo sui locali e i centri associativi utilizzati come luoghi di culto a Livorno. Come Lega sosteniamo da sempre che non possano esistere zone franche, né deroghe alle norme urbanistiche o di pubblica sicurezza: il rispetto delle destinazioni d’uso, della capienza e delle regole antincendio è un principio cardine a tutela della comunità. Specie dopo il grave episodio di minacce avvenuto due mesi fa in città ai danni di una dodicenne da parte di connazionali adulti perché non indossava il burqa, è doveroso far luce su chi circola in questi ambienti prima che si verifichino fatti ancora più gravi. Trasparenza e verifiche puntuali sono indispensabili. Ringraziamo il prefetto per l’intervento e chiediamo agli uffici tecnici del Comune e alla Polizia municipale massima fermezza ed efficacia negli accertamenti”. Così in una nota il senatore della Lega Manfredi Potenti.


