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Lutto nel mondo della politica e della cultura per la morte dell’ex ministro piombinese Fabio Mussi

È scomparso nella notte all'ospedale Sant'Eugenio di Roma all'età di 78 anni. Il cordoglio della sinistra livornese

PIOMBINO – Lutto nel mondo della politica e della cultura per la scomparsa di Fabio Mussi, morto nella notte all’ospedale Sant’Eugenio di Roma all’età di 78 anni.

Nato a Piombino il 22 gennaio 1948, Mussi è stato uno storico esponente e dirigente della sinistra italiana, coprendo nella sua lunga carriera ruoli di primo piano nelle istituzioni: già ministro dell’università e della ricerca nel governo Prodi, vicepresidente della Camera dei Deputati, parlamentare dal 1992 al 2008 e dirigente di Sinistra Italiana Avs.

A dare l’annuncio del decesso è stata una nota ufficiale di Alleanza Verdi e Sinistra, che ne ha ripercorso la ricca traiettoria politica e professionale: “Giovanissimo entrò a far parte del comitato centrale del Pci, di cui poi fu parlamentare dal 1992 al 2008 (Pds, Ds). È stato capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo nel 1996 e poi nel 2001 vicepresidente della Camera dei deputati. È stato anche vice direttore di Rinascita e poi condirettore de L’Unità. Non aderì al Pd, e contribuì alla nascita prima di Sel e poi di Sinistra Italiana. Nelle prossime ore saranno resi noti dalla famiglia i particolari per potergli dare un ultimo saluto”.

Il cordoglio per la perdita dell’ex ministro ha unito profondamente le comunità locali e nazionali, a partire dai rappresentanti del Partito Democratico. Alessandro Franchi, consigliere regionale e segretario del Pd di Livorno, ne ha ricordato l’impegno costante e il viscerale legame con la propria terra d’origine: “Fabio Mussi è stato protagonista di una lunga stagione politica nazionale. Le sue origini toscane e piombinesi, oltre ad essere un tratto peculiare del suo carattere, non erano mai state smarrite nei lunghi decenni trascorsi in parlamento e al governo. Mussi aveva infatti deciso infine di tornare ad abitare nella sua Piombino. Fabio Mussi è stato uno straordinario dirigente e uomo delle istituzioni, di grande cultura, di intelligenza e ironia. Alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia vanno il mio personale cordoglio e quello dei Democratici della provincia di Livorno”.

Un pensiero accorato è giunto anche dal segretario regionale del Pd Toscana, Emiliano Fossi, che ha sottolineato lo spessore morale e la coerenza del dirigente scomparso: “La scomparsa di Fabio Mussi lascia un vuoto profondo nella comunità democratica e progressista toscana e nazionale. A nome di tutto il Pd Toscana, e mio personale, esprimo le più sentite condoglianze alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene. Piombinese, figlio di operai, Fabio ha sempre portato nelle istituzioni, in parlamento e al governo quella concretezza toscana schietta e rigorosa che lo aveva formato. Dal comitato centrale del Pci fino alla vicepresidenza della Camera e al ministero dell’università e della ricerca, ha attraversato le fasi cruciali del nostro Paese spendendo un’intera vita al servizio della politica e delle sue idee, con una coerenza intellettuale e morale portata avanti fino all’ultimo. Con Fabio Mussi se ne va un pezzo fondamentale della storia della sinistra italiana e della nostra regione”.

Alla commozione del mondo politico si è unito anche il ricordo dell’associazione ambientalista Legambiente Arcipelago Toscano, che ne ha evidenziato il coraggio nelle battaglie di tutela del territorio: “Fabio Mussi, quando ancora militava nel Partito Democratico della Sinistra e poi nei Democratici di Sinistra, è stato uno dei pochi dirigenti nazionali della sinistra a difendere l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, subendo anche durissimi e ingiuriosi attacchi personali da parte dei suoi avversari politici. Poi, quando era Vicepresidente della Camera, ce lo siamo trovato, insieme al famoso e compianto urbanista Giuseppe Campos Venuti, al nostro fianco nella battaglia di Sos Elba per impedire che i piani strutturali degli allora 8 Comuni elbani seppellissero l’Elba sotto gigantesche colate di cemento. È stato un politico coraggioso, moderno, coerente e capace di vedere il futuro e di individuarne i pericoli. Un esempio che purtroppo buona parte della politica elbana non ha seguito”.

© Riproduzione riservata

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