LIVORNO – Gli esoscheletri portuali Livorno entrano ufficialmente in banchina. La Compagnia portuale di Livorno (Cpl) ha acquistato una prima fornitura di dispositivi esoscheletrici passivi. Si chiude così un percorso triennale avviato nel 2022 dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale per migliorare le condizioni di lavoro nei terminal portuali.
Lo studio finale porta la firma di Iuvo Srl, azienda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’azienda ha sviluppato la tecnologia Mate, che Comau produce su scala industriale.
I modelli testati sono stati due. Il Mate-Xb è il dispositivo pensato per sostenere la zona lombare. Al Terminal Livorno Reefer i tecnici lo hanno messo alla prova in simulazioni di sollevamento di cassette di frutta, uno dei lavori più gravosi per la schiena. I risultati hanno mostrato che i muscoli erettori hanno faticato fino al 25 per cento in meno rispetto al lavoro senza supporto. Diverso il campo d’azione del Mate-Xt, progettato per proteggere le spalle. I lavoratori del Terminal Darsena Toscana lo hanno indossato durante le operazioni di fissaggio dei contenitori a bordo nave, e l’attività muscolare si è ridotta fino al 35 per cento.
Nella seconda fase le prove si sono spostate sul campo reale. I portuali hanno utilizzato i dispositivi durante le normali attività lavorative e lo sforzo percepito è calato fino al 50%, senza che i dispositivi creassero alcun ostacolo alle operazioni quotidiane.
La dimostrazione pratica si è svolta a bordo della nave Eco Valencia della Grimaldi, ormeggiata all’accosto 15C della Darsena Toscana. Un lavoratore ha indossato l’esoscheletro lombare per eseguire manovre di rizzaggio e derizzaggio di un semirimorchio. Un’operazione che durante un imbarco completo si ripete fino a 250 volte per turno.
Il presidente dell’AdSP Mts, Davide Gariglio, ha ribadito che il porto è fatto prima di tutto di persone. L’ente punta a tutelare i livelli occupazionali e il benessere di chi lavora ogni giorno in banchina.
Il presidente della Cpl, Enzo Raugei, ha ricordato i rischi di logoramento fisico che i portuali accumulano nel tempo. Per questo la Compagnia ha scelto di investire negli esoscheletri portuali Livorno come strumento concreto di prevenzione delle malattie professionali.
L’amministratore delegato di Iuvo Alberto Fornaro, infine, ha sottolineato l’importanza di un’adozione consapevole: formazione adeguata e valutazione rigorosa dell’impatto ergonomico sono stati elementi centrali del progetto.
La Compagnia portuale di Livorno si afferma così come primo operatore portuale italiano a introdurre gli esoscheletri portuali in modo strutturato nell’attività quotidiana.



