(Adnkronos) – Confermato in Appello l’ergastolo per Claudio Campiti, imputato per la strage di Fidene dell’11 dicembre del 2022 quando ha aperto il fuoco durante una riunione del consorzio Valleverde in un gazebo di via Monte Giberto a Roma uccidendo quattro donne: Nicoletta Golisano, Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Fabiana De Angelis. I giudici della Corte d’Assise di Appello di Roma hanno confermato la sentenza che il 16 aprile dello scorso anno aveva condannato Campiti.
Confermata con la sentenza, oltre alla condanna all’ergastolo per Campiti, anche quella a tre mesi con pena sospesa per omessa custodia dell’arma al presidente della Sezione Tiro a Segno Nazionale di Roma, all’epoca dei fatti. Campiti, dopo l’inchiesta avviata dai pm Giovanni Musarò e Alessandro Lia con i carabinieri del Nucleo investigativo, è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, di tentato omicidio di altre cinque persone sedute al tavolo del consiglio di amministrazione del consorzio e di lesioni personali derivate dal trauma psicologico subito dai sopravvissuti. Nella sua requisitoria il sostituto procuratore generale Roberto Felici aveva sottolineato come la sentenza di primo grado sia “pienamente corretta”, sollecitandone la conferma integrale. “L’odio che Campiti nutriva verso il Consorzio aveva una sua logica, dovuto ai mancati pagamenti, e il giorno del delitto ha pianificato l’azione in tutto e per tutto”, aveva spiegato il pg.
“Questa sentenza così netta ci dà forza e più tranquillità personale nel continuare ad affrontare tutto questo processo”. Così Giulio Iachetti, marito di Fabiana De Angelis, una delle quattro vittime della strage di Fidene, dopo la sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma.
“Siamo soddisfatti, il fatto resta clamorosamente grave e doloroso – aggiunge il legale di parte civile che assiste Iachetti, l’avvocato Francesco Innocenti – La Corte di Assise di Appello ha confermato l’impianto accusatorio. Ora credo ci sarà un ultimo round in Cassazione e poi finiremo questa triste storia
“Sentenza quantomai scontata sul tema della capacità di Campiti, che ancora oggi ha rivendicato il suo gesto come una medaglia al valore civile, e sulle responsabilità macroscopiche del presidente del Tsn per aver armato la sua mano”. Così all’Adnkronos l’avvocato Massimiliano Gabrielli, uno dei legali di parte civile nel processo.
“Meno scontata era la transazione che la maggioranza delle parti civili ha chiuso stamattina con il Tsn, sotto lo spauracchio di una assoluzione di Ardovini e ricatto sulla possibile ulteriore distrazione di somme dal massimale di polizza liquidato dalla assicurazione al poligono: io ho chiesto un sequestro da 1,5milioni di euro su tutti i beni del Tsn Roma al giudice civile e vedremo giovedì cosa verrà deciso” aggiunge.
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