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Screamer, la recensione del nuovo racing game di Milestone

(Adnkronos) – L’evoluzione dei racing game trova un nuovo interessantissimo esponente in Screamer, un titolo che recupera l’estetica dei classici anni Novanta per proiettarli in una dimensione contemporanea. Nonostante il capostipite del 1995 fosse uscito solo su MS-DOS, quando lo studio milanese di Milestone si chiamava ancora Graffiti, questo nuovo capitolo si pone come il successore spirituale di icone come Ridge Racer, privilegiando la velocità pura e una gestione della vettura che richiede precisione millimetrica. L’ambientazione spazia da metropoli hi-tech a scenari naturali come deserti e foreste, offrendo una varietà visiva che bilancia il design quasi fotorealistico degli ambienti con uno stile più stilizzato per i personaggi e le auto personalizzabili nel Garage. 

Sul fronte tecnico, la guida si distacca nettamente dai canoni dei kart racer tradizionali per abbracciare una complessità stratificata. Il sistema di progressione delle marce, che richiede tempismo per ottenere piccoli incrementi di velocità, si intreccia con la gestione del Sync e dell’Entropy, indicatori fondamentali per attivare i boost e interagire fisicamente con le vetture avversarie. La meccanica del Twin-Stick, chiaramente ispirata a titoli come Inertial Drift del 2020, impone l’uso simultaneo delle due levette analogiche per gestire l’angolo di derapata, trasformando ogni curva in un esercizio di coordinazione. L’integrazione con il controller DualSense di PS5 arricchisce l’immersione grazie ai grilletti adattivi e al feedback aptico, che segnala il cambio marcia o le collisioni senza distogliere lo sguardo dalla pista. 

L’elemento di maggiore rottura rispetto alla tradizione arcade è rappresentato dalla modalità Il Torneo. Questa campagna narrativa non si limita a fare da contorno alle gare, ma sviluppa una trama corale che coinvolge squadre dai background eterogenei: dai piloti in cerca di vendetta guidati da Hiroshi alle popstar giapponesi impegnate in operazioni di copertura, fino a figure legate a mega-corporazioni. Al centro della vicenda si trova la tecnologia Echo, un dispositivo capace di riavvolgere il tempo in caso di incidenti mortali, sollevando interrogativi etici che i protagonisti affrontano con un realismo insolito per il genere. La narrazione, pur appoggiandosi a stilemi tipici delle visual novel e a filmati in 3D, mantiene un ritmo serrato attraverso circa cento sfide che integrano perfettamente il gameplay con l’avanzamento della storia. 

Screamer si distingue infine per un approccio inclusivo e cosmopolita, evidente sia nel doppiaggio multilingue, che spazia dall’italiano al farsi, sia nella rappresentazione naturale delle relazioni queer tra i piloti. La qualità estetica del titolo si conferma elevata, con un sistema di illuminazione che esalta i circuiti urbani neon-futuristici e i percorsi extraurbani sotto diverse condizioni meteorologiche. Sebbene la regia dei filmati non raggiunga le vette di eccellenza di produzioni come Dispatch, la solidità del pacchetto complessivo rende il gioco un esempio di come il genere racing possa evolvere verso una profondità narrativa senza sacrificare l’adrenalina pura delle sale giochi. 

Fomato: PS5 (versione testata), Xbox Series X|S, PC Editore: Milestone Sviluppatore: Milestone Voto: 8 

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