(Adnkronos) – Pro Vita & Famiglia esulta per la decisione del “Cio di aver ristabilito l’ovvio e di aver dato priorità assoluta alla tutela delle donne e al rispetto della loro salute, dignità e delle verità scientifiche e biologiche. Finalmente è stato vietato ai trans, uomini biologici, di partecipare alle competizioni femminili, come abbiamo chiesto con una petizione da oltre 33.000 sottoscrittori”. Così Jacopo Coghe, portavoce dell’associazione, commenta la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di cambiare le regole, a partire da Los Angeles 2028, per l’idoneità a qualsiasi evento della categoria femminile ai Giochi Olimpici, o ad altri eventi Cio, che sarà limitata alle donne biologicamente confermate sulla base di un test una tantum del gene Sry.
“Ha vinto la verità, ha vinto la scienza, ma soprattutto hanno vinto le donne e le atlete, che da oggi saranno tutelate e potranno gareggiare con equità, sicurezza e dignità. Ringraziamo il CIO per aver ascoltato il grido di migliaia di sportive di tutto il mondo e l’appello di escludere gli atleti maschi dagli sport femminili lanciato da Pro Vita & Famiglia: lo abbiamo fatto in occasione dei recenti Giochi di Milano Cortina 2026 con i manifesti con il messaggio “Solo donne contro le donne” – spiega Coghe – e con la petizione lanciata durante i Giochi di Parigi 2024, dopo il caso dell’atleta Imane Khelif”, conclude.
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