(Adnkronos) – “Che cosa portiamo a casa da Milano Cortina 2026? Ognuno di noi conserverà ricordi personali ed emozioni preziose, che resteranno indimenticabili. Ma c’è una parola semplice che ci unisce tutti, senza distinzione di età, condizione o nazionalità. Questa parola è speranza”. Lo ha detto il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, durante la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi Invernali al Cortina Curling Olympic Stadium.
“Speranza – ha aggiunto Malagò – che lo sport e i suoi valori possano contribuire a costruire un futuro migliore per l’umanità. In un tempo in cui i tamburi e le bandiere della guerra sembrano prevalere, noi abbiamo parlato insieme di pace, amicizia, rispetto e inclusione. Alle immagini di brutalità e distruzione abbiamo contrapposto quelle di una competizione leale capace di costruire solidarietà e aprire nuovi orizzonti. Queste sono le bandiere per cui ci battiamo. Queste sono le vere bandiere dello sport. E alla fine, se sapremo restare saldi in questa convinzione, i nostri ideali prevarranno”.
Nel corso della cerimonia di chiusura a Cortina, anche il passaggio di testimone Italia-Francia. Il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e il sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianluca Lorenzi hanno consegnato la bandiera paralimpica al Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Andrew Parsons, che l’ha affidata ai presidenti delle Regioni Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi, Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke. Nel 2030 i Giochi Invernali si svolgeranno nelle Alpi Francesi.
Emozionante il momento finale della cerimonia, con un’atmosfera carica di mistero. Un lento e disordinato ingresso dei performer ha fatto presagire l’arrivo di un ultimo colpo di scena, rivelatore dell’intera cerimonia. La grafica e le proiezioni si sono intonate alla musica, ai movimenti coreografici e alla nebbia che ha invaso l’intero parterre. Tutto il pubblico dello stadio è stato coinvolto e risucchiato in un limbo senza tempo e senza luogo. Tra montagna, neve e nuvole: il sogno delle atlete e degli atleti, un momento onirico prima dell’arrivederci.
Dalla nebbia e dalle suggestioni luminose ha preso poi forma un grande oggetto misterioso, una sfera pulsante di luce e di magia: una boule de neige, l’Italian Souvenir che ha racchiuso l’intera serata. Un ricordo da regalare al pubblico di Cortina e del mondo intero che ha seguito i Giochi Paralimpici.
La nebbia pian piano si è diradata ed è venuto fuori il paesaggio contenuto nella sfera di vetro: uno scenario fantastico, ma allo stesso tempo molto reale fatto di montagne iscritte nello skyline di Milano. Con il Duomo accanto alle Dolomiti, la boule ha celebrato la grande scommessa italiana di Milano Cortina 2026. L’unione della città e della montagna, della modernità e della natura. Le due anime di uno stesso paese. Si sono quindi spente, pian piano, tutte le luci. Fino ai due bracieri di Milano e di Cortina. Il punto alla meravigliosa avventura di Milano Cortina 2026.
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