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730, salgono le detrazioni per spese scolastiche: come accedere al rimborso fiscale

Quest’anno il 730 porta con sé una piccola ma concreta novità per i genitori con figli a scuola. La legge di bilancio 2025 ha innalzato da 800 a 1.000 euro il tetto massimo delle spese scolastiche detraibili per ciascun alunno o studente, con un’aliquota del 19%. In soldoni, il rimborso fiscale massimo per figlio passa da 152 a 190 euro. Non una cifra che cambia la vita, ma moltiplicata per due o tre figli a carico, diventa una voce che vale la pena non sprecare.

Quali spese si possono detrarre 

La detrazione riguarda le spese sostenute nel 2025 per la frequenza di scuole dell’infanzia, primo ciclo di istruzione (elementari e medie) e scuole secondarie di secondo grado (superiori), sia pubbliche che paritarie private. Le voci ammesse sono molto ampie:

  • Tasse e contributi di iscrizione e frequenza;
  • Servizio mensa scolastica;
  • Attività integrative dell’offerta formativa (laboratori, progetti extracurricolari);
  • Costi per il trasporto scolastico organizzato da scuole o Comuni

Le spese universitarie, comprese le rette di atenei non statali, entro soglie parametrate per area geografica, rientrano invece in una categoria separata (codice 13 nel 730), con regole e limiti diversi.

Le rette degli asili nido hanno un canale dedicato: si possono detrarre al 19% fino a 632 euro per figlio nel 730, oppure accedere al Bonus Nido, che vale fino a 3.000 euro annui in base all’Isee.

Tracciabilità e causale del pagamento 

Ai fini della detrazione ogni spesa scolastica deve essere pagata con strumenti tracciabili come bonifico, carta di credito o debito, app di pagamento, pena la perdita totale del beneficio. Il contante non ha alcun valore neppure se si conserva la ricevuta, che pure va conservata ai fini della detrazione. Senza alcuna traccia bancaria, la spesa non è detraibile.

Altrettanto importante è la causale del pagamento. Il documento fiscale (ricevuta, fattura o scontrino parlante) deve indicare con chiarezza la natura della spesa e il codice fiscale del figlio per cui è stata sostenuta. Un versamento senza causale o con una dicitura generica può essere contestato dall’Agenzia delle Entrate in fase di controllo.

Chi può detrarre e quanto

La detrazione spetta a chi ha il figlio fiscalmente a carico. Normalmente, un figlio è carico se il suo reddito annuo non supera i 2.840,51 euro, ma la cifra sale a 4.000 euro per i figli under 24.

L’importo della detrazione dipende dal reddito del genitore dichiarante: sopra certe soglie di reddito complessivo, l’importo detraibile si riduce progressivamente fino ad azzerarsi. La rimodulazione segue le fasce introdotte dalla Legge di bilancio 2020, che hanno reso le detrazioni al 19% decrescenti per i redditi più elevati.

Per una famiglia con due figli alle scuole superiori, entrambi a carico e tutti i pagamenti tracciabili, il risparmio fiscale potrebbe arrivare a 380 euro. Per tre figli in diversi ordini di scuola, fino a 570 euro.

Dove inserire i dati nel modello 730

Le spese scolastiche per scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori vanno indicate nel quadro E, righi E8-E10, con il codice 12. Il limite da inserire è 1.000 euro per figlio, che corrisponde a un risparmio fiscale massimo di 190 euro per figlio, ovvero il 19% della spesa. In caso di 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate carica in automatico le spese comunicate dai sostituti d’imposta, ma non sempre le voci sono complete o corrette. Vale la pena verificare prima di confermare i dati e accettare la dichiarazione.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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