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Elba-Seychelles, scambio formativo riuscito: i volontari toscani al lavoro tra centinaia di nidi di tartaruga

Tutela della fauna marina a rischio: team italiano opera nella riserva estera. Turni faticosi per contare le uova delle tartarughe embricate

ISOLA D’ELBA – C’è un filo invisibile, tessuto dalla passione per la natura, che unisce l’Arcipelago Toscano all’Oceano Indiano. Tre volontari dell’Isola d’Elba hanno lasciato il Tirreno per una missione speciale alle Seychelles. L’obiettivo? Proteggere le tartarughe marine embricate, una specie classificata in pericolo critico di estinzione.

La destinazione è Cousin Island. Un fazzoletto di terra granitica di appena 29 ettari, a ovest di Praslin. La storia di quest’isola è un miracolo ecologico. Acquistata nel 1968 per salvare una rara specie di uccello, la parula, è stata trasformata radicalmente. Da piantagione di cocco sfruttata e povera, oggi è una rigogliosa foresta indigena. Dal 1974 è una riserva speciale gestita dalla ong Nature Seychelles. Qui la natura si è ripresa i suoi spazi: sono tornate le testuggini giganti terrestri e, soprattutto, le tartarughe marine che scavano tra i 400 e i 700 nidi l’anno.

Il ponte tra i due mondi è il progetto europeo Life TurtleNest di Legambiente. Isa Tonso, Tatiana Segnini ed Enrico Michelon sono i tartawatchers partiti dall’Elba per questo scambio formativo. Non è stata una vacanza. La vita sull’isola è spartana. Si vive in casette di legno o lamiera, con l’energia elettrica garantita solo poche ore la notte dai pannelli solari. I viveri arrivano una volta a settimana dalla vicina Praslin. Sull’isola abitano stabilmente solo sette ranger e il biologo responsabile.

Foto Legambiente

Il lavoro dei volontari è stato intenso. Turni dalle 6 del mattino alle 6 di sera, perchĂ© le tartarughe embricate, a differenza delle nostre Caretta caretta, nidificano alla luce del sole. “Abbiamo visto cose impossibili da immaginare da noi”, racconta Isa. La densitĂ  di animali è altissima. Capita di vedere due esemplari nidificare a meno di un metro di distanza o, purtroppo, femmine che scavando distruggono involontariamente nidi precedenti. Toccanti le testimonianze di resilienza animale: tartarughe mutilate, prive di una pinna posteriore, che tentano per giorni di scavare la buca per le uova senza riuscirci.

Il team elbano ha svolto compiti cruciali: conteggio delle uova, misurazioni, trasloco dei nidi troppo vicini alla marea. Sono stati venti giorni di immersione totale. Un’esperienza che certifica la qualitĂ  del lavoro svolto dai volontari toscani in questi anni. L’Elba e le Seychelles, così distanti geograficamente, si scoprono vicine nella lotta per la salvaguardia del mare.

© Riproduzione riservata

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