CECINA – Si è concluso con una partecipazione ampia e qualificata l’incontro Il sistema delle cure per le patologie motorie, che si è svolto al teatro comunale Eduardo De Filippo di Cecina, registrando la presenza di oltre cento persone in rappresentanza di associazioni, istituzioni, professionisti sanitari e cittadinanza. Un segnale forte dell’interesse e dell’attenzione che il tema della riabilitazione e della presa in carico delle persone con patologie neuromotorie suscita nel territorio delle Valli Etrusche.
La mattinata, moderata dalla dottoressa Vincenza Zagaria, coordinatrice del Comitato di partecipazione delle Valli Etrusche e presidente dell’Associazione vita indipendente Bvc, si è aperta con gli interventi istituzionali della sindaca di Cecina Lia Burgalassi e di Federico Posteraro, responsabile dell’Area funzionale omogenea nord del Dipartimento di riabilitazione, che hanno portato i saluti di Sandra Scarpellini, presidente della Società della Salute Valli Etrusche, e di Giacomo Corsini, direttore sanitario dell’Azienda Usl Toscana nord ovest impossibilitati a intervenire. Gli interventi introduttivi hanno richiamato il valore strategico della collaborazione tra enti locali, sistema sanitario e mondo associativo per garantire risposte efficaci, continue e sostenibili ai bisogni delle persone con disabilità motorie.
Nel corso dei lavori è emersa con forza la necessità di superare approcci frammentati, rafforzando l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali, e di riconoscere la riabilitazione come diritto fondamentale lungo tutto l’arco della vita. Il confronto degli operatori e delle associazioni con gli esperti, grazie alla presenza dei rappresentanti dei servizi sanitari e sociali territoriali e in particolare dei fisioterapisti, ha offerto contributi concreti sui modelli di presa in carico, sulle prospettive di innovazione e sulla centralità della persona nei percorsi di cura.
Particolarmente ricca di spunti e riflessioni è stata la tavola rotonda che nel pomeriggio ha visto la partecipazione di Alberto Zanobini, dirigente del Settore inclusione e Aaccessibilità della Regione Toscana, Monica Marini, dirigente del settore assistenza sanitaria territoriale e coordinamento dei processi di programmazione della sirezione sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, Federico Posteraro, responsabile dell’area funzionale omogenea nord del Dipartimento di riabilitazione e direttore dell’Uoc di medicina riabilitativa dell’Ospedale Versilia, Roberto Poggi per il dipartimento delle professioni tecnico sanitarie della riabilitazione e della prevenzione, Vincenza Zagaria, psicologa-psicoterapeuta, coordinatrice del Comitato di oartecipazione delle Valli Etrusche e presidente dell’Associazione vita indipendente Bvc Aps, Elena Menichini, presidente di Confindustria dispositivi medici – associazione ausili, e Vito D’Aloisio, presidente dell’associazione Habilia. Da parte degli esponenti regionali è stato sottolineato l’apprezzamento per il percorso di condivisione avviato, lo sviluppo e l’integrazione dei servizi riabilitativi all’interno delle strutture territoriali così come l’inserimento diretto delle proposte emerse nel Pis, tutti aspetti che vanno nella direzione indicata dalla Toscana.
“La giornata di oggi – ha sottolineato Paura Brizzi, direttore di zona e della Società della salute Valli Etrusche – rappresenta un momento di riflessione condivisa con le associazioni e con tutti i soggetti coinvolti, nell’ottica di una partecipazione reale e qualificata al percorso che porterà alla definizione del nuovo Programma integrato di salute. Il confronto che si è sviluppato, ricco di contenuti e di proposte, non resterà isolato, ma confluirà nella programmazione zonale della Società della Salute, contribuendo a costruire politiche e servizi sempre più rispondenti ai bisogni espressi dalle persone e dalle comunità”.
L’evento ha confermato il ruolo della Società della Salute Valli Etrusche e dell’Azienda Usl Toscana nord ovest come promotrici di una sanità territoriale orientata all’inclusione, alla continuità delle cure e alla valorizzazione delle reti associative, ribadendo che solo attraverso un lavoro condiviso è possibile garantire qualità della vita, autonomia e diritti alle persone con patologie e disabilità neuromotorie.


