VENTURINA TERME – Si è conclusa ieri (lunedì 27 luglio) la mostra fotografica ‘ATTRAVERSO ME – Il ritratto come incontro’ di Jana Kim, ospitata negli spazi de Il Corridoio, realtà di Venturina Terme dedicata a esposizioni, coworking e workshop.
L’esposizione ha raccontato il ritratto non come semplice rappresentazione estetica, ma come un momento di autentica relazione e conoscenza tra fotografa e soggetto. Una visione, quella di Jana Kim, capace di andare oltre l’immagine per lasciare spazio alla persona, alla sua storia e alle sue emozioni. Durante la serata di chiusura, il pubblico ha potuto visitare le opere, incontrare l’artista e ripercorrere il suo percorso umano e professionale.
Un percorso che affonda le radici nell’infanzia: “A 12 anni mi hanno regalato la mia prima macchina fotografica – racconta Jana Kim – era una piccola macchina, ma per me era qualcosa di bellismo. Da lì ho sempre fotografato, inizialmente in modo amatoriale”.
Dalla passione giovanile alla scelta professionale il passo è arrivato con l’Iscrizione alla L.A.B.A. (Libera Accademia di Belle Arti), un momento di svolta che l’artista ricorda ancora con grande emozione: “All’inizio avevo quasi timore di dire a mia madre che la fotografia era la mia vera strada. Poi ho trovato il coraggio di cambiare percorso studiando all’accademia, ed è stato lì che ho capito che la mia passione poteva diventare davvero il mio lavoro”.
Una strada fatta di impegno e tanta gavetta: “Nei primi anni fai tantissimi lavori, spesso gratuitamente, fai sacrifici e affronti tante situazioni diverse. Però sono proprio quelle esperienze che ti danno un bagaglio tecnico e umano fondamentale. La fotografia è tecnica, certo, ma è anche una questione profondamente umana”.
È proprio questa dimensione ad aver guidato negli anni la ricerca dell’artista. “Il mio sogno iniziale era diventare una fotografa reportagista, poi la vita mi ha portata verso un’altra dimensione. Dopo essere diventata mamma ho ritrovato una strada nella ritrattistica familiare, nella gravidanza e nei neonati: momenti estremamente intimi, dove ogni fase della vita ha qualcosa di importante da raccontare”.
Un ruolo chiave in questo cammino è stato svolto proprio da Il Corridoio, che Jana definisce come la sua prima vera casa fotografica: “È stato il mio primissimo studio. Prima fotografavo a scuola, a casa o per strada, sempre un po’ adattandomi. Poi ho avuto il coraggio di partecipare a questo progetto e creare il mio piccolo spazio. È lì che ho iniziato a costruire i miei ritratti e a strutturare un linguaggio che sentivo davvero mio”.
Il titolo della mostra racchiude esattamente questa filosofia: lo scatto non è un atto unilaterale, ma un’esperienza condivisa. “Non è semplicemente fare una foto. Quello che voglio creare è un incontro, un tempo in cui ci si conosce e attraverso il mio sguardo cerco di rappresentare la persona che ho davanti”.
Durante il finissage l’artista ha presentato anche il libro fotografico nato dal reportage realizzato in Georgia, un progetto di ricerca personale durato tre anni. Attraverso i ritratti di dieci giovani donne, il libro racconta un paese sospeso tra Europa e Asia e ricco di storia. Un lavoro lontano dallo studio, ma accomunato dalla stessa attenzione per l’essere umano: “Mi porto a casa tantissime storie. Ogni incontro è un arricchimento nella mia vita quotidiana e professionale: ricevo ogni volta qualcosa che rimane con me”.
Guardando al futuro, Jana Kim continua a sviluppare nuovi progetti, tra cui l’apertura di un nuovo studio e il desiderio di tornare al reportage. Oggi la fotografa prosegue la propria ricerca attraverso Jana Kim Photoboutique, il suo spazio dedicato al ritratto e alla fotografia d’autore.
Chi desidera conoscere il lavoro di Jana Kim o vivere l’esperienza del ritratto può contattare Jana Kim Photoboutique attraverso i suoi canali ufficiali info@janakim.it e scoprire una fotografia pensata non solo come immagine ma come una nuova esperienza.


