LIVORNO – Sul caso della condanna in primo grado per violenza sessuale di gruppo a carico del calciatore del Livorno Jesus Christ Mawete e degli ex compagni di squadra Fausto Perseu e Alessio Rosa, si registra l’intervento politico della Conferenza delle Donne Democratiche del territorio di Livorno, che esprime pieno sostegno alle dichiarazioni rilasciate dai deputati del Partito Democratico Laura Boldrini e Mauro Berruto.
A fare da cassa di risonanza alla presa di posizione nazionale è Rita Villani, portavoce territoriale della Conferenza Donne Democratiche di Livorno, che richiama l’attenzione sulle gravissime conseguenze riportate dalla giovane studentessa universitaria vittima dell’aggressione, “rimasta fortemente condizionata dall’accaduto con gravi ripercussioni sulla sua vita privata e sul suo percorso di studio“.
Nel merito della vicenda sportiva ed etica, il coordinamento livornese fa propria la nota stampa congiunta firmata da Laura Boldrini, deputata e presidente del Comitato diritti umani della Camera – nonché componente della Conferenza nazionale delle Donne Democratiche –, e da Mauro Berruto, deputato e responsabile delle politiche per lo sport del Pd. I due parlamentari chiedono “che le squadre coinvolte prendano immediati provvedimenti nei confronti di calciatori condannati in primo grado per stupro”, facendo esplicito riferimento ai tre club in cui militano attualmente gli atleti condannati dal tribunale di Asti.
“Chiediamo che Avezzano, Pavia e Livorno, società dove militano oggi i calciatori condannati in primo grado per stupro di gruppo, sospendano gli stessi dagli impegni agonistici”, si legge nel comunicato congiunto. La posizione del Partito Democratico e delle Donne Dem contempera la garanzia giuridica con la responsabilità etica e sociale dell’ordinamento sportivo: “Naturalmente, nel rispetto del nostro ordinamento giudiziario si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma le società non possono restare indifferenti davanti a fatti del genere, innanzitutto per rispetto nei confronti della vittima dello stupro, ma anche perché un calciatore è un personaggio pubblico, che parla a una platea vasta composta spesso soprattutto da giovani: che messaggio lancia il calcio facendo finta di nulla di fronte a una sentenza così grave?“.
La nota si conclude con una richiesta formale indirizzata ai vertici dello sport italiano per una presa di posizione definita e non procrastinabile: “Chiediamo anche a Coni e Figc un intervento per quanto di competenza, ma con posizioni chiare e inequivocabili”.


