Concessioni balneari, SIB Livorno chiede regole certe per i bandi

Pierangelini promuove il bando-tipo ma chiede un nuovo intervento normativo: "criteri uniformi, altrimenti ogni Comune rischia di seguire una strada diversa"

LIVORNO – Il bando tipo rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non basta a risolvere l’incertezza che da anni accompagna le concessioni balneari. SIB Confcommercio Livorno chiede un nuovo intervento normativo che definisca con chiarezza le regole per le imprese e per le amministrazioni chiamate a gestire le procedure.

A intervenire è Fulvietto Pierangelini, presidente del SIB Confcommercio Livorno, secondo il quale il bando-tipo è “un atto utile”, inserito però in un quadro legislativo che resta poco chiaro e che non garantirebbe né un esercizio ordinato delle funzioni amministrative né una corretta applicazione della Direttiva Bolkestein.

Tra i punti sui quali l’associazione chiede maggiore chiarezza ci sono indennizzi, offerta economica e requisiti di partecipazione. Pierangelini richiama inoltre le questioni poste dalla recente giurisprudenza, dall’accertamento della scarsità della risorsa alla validità di alcune proroghe al 2033, fino alla possibilità di considerare motivi imperativi di interesse generale a tutela delle aziende già operanti.

Per SIB Confcommercio, quindi, al bando-tipo dovrebbe accompagnarsi rapidamente una nuova disciplina capace di offrire un quadro definito.

“Gli elementi ancora nebulosi sono troppi. La categoria ha bisogno di sapere con quali regole dovrà affrontare il proprio futuro”, sostiene Pierangelini. Secondo il presidente provinciale, l’attuale situazione rischia di produrre effetti “persino peggiori di una non corretta applicazione della Direttiva Bolkestein”, impedendo agli imprenditori di programmare investimenti e attività.

Un altro tema riguarda gli impegni che potranno essere assunti durante le gare, compresi quelli di carattere ambientale e sociale. Per SIB sarà necessario stabilire come e da chi verrà verificato il rispetto delle proposte presentate.

“Senza verifiche chiare si rischia di premiare le ‘promesse da marinaio’ e penalizzare chi ha investito per anni con serietà sul territorio”, afferma Pierangelini.

La questione riguarda direttamente anche la provincia di Livorno, dove diversi Comuni saranno chiamati a occuparsi delle procedure sulle concessioni balneari. È proprio sulla possibile frammentazione dei bandi che si concentra una delle principali preoccupazioni dell’associazione.

“I tempi sono stringenti – prosegue Pierangelini – e il rischio è che, mentre continua il confronto istituzionale sul bando tipo tra Ministeri, Regioni ed enti locali, i singoli Comuni procedano in ordine sparso, arrivando alla pubblicazione di bandi diversi tra loro”.

In questo modo, sostiene SIB, attività che operano a pochi chilometri di distanza potrebbero essere sottoposte a criteri e condizioni differenti. Da qui la richiesta rivolta anche alle amministrazioni della provincia di Livorno di puntare su coordinamento, uniformità e confronto con le associazioni di categoria.

“Non servono fughe in avanti”, conclude Pierangelini. La richiesta è quella di arrivare a un percorso condiviso che permetta alle amministrazioni di avere strumenti chiari e alle imprese di conoscere le condizioni con cui dovranno programmare il proprio futuro.

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