LIVORNO – Sale ancora la tensione attorno alla vicenda degli orti urbani di via Goito. Dopo le notizie relative al danneggiamento di un vetro dell’automobile della figlia dell’imprenditore Frangerini e la successiva presa di posizione dell’azienda, arriva adesso la replica del Comitato Orti Urbani di via Goito.
Una risposta molto netta, con la quale il comitato respinge qualsiasi possibile collegamento tra la propria mobilitazione e atti di danneggiamento, intimidazione o violenza.
“Riteniamo necessario essere estremamente chiari”, scrivono i rappresentanti del Ccmitato, che diffidano chiunque dal proseguire “direttamente o indirettamente “con insinuazioni che possano associare la vertenza per la salvaguardia dell’area verde a episodi di questo genere.
Il Comitato rivendica la natura pacifica della mobilitazione portata avanti negli ultimi anni attraverso assemblee, manifestazioni, presidi, iniziative pubbliche e interlocuzioni con le istituzioni.
Particolarmente netto il passaggio relativo al danneggiamento dell’automobile. “Nessuno che faccia parte del Comitato, né chiunque agisca in suo nome ha mai avuto e avrà mai nulla a che fare con atti di danneggiamento o intimidazione”, si legge nella nota.
Il comitato definisce inoltre “inaccettabile” qualsiasi tentativo di costruire, anche attraverso allusioni, un collegamento tra la vertenza e quello che viene definito “un episodio di criminalità comune”, precisando di non conoscerne autori, dinamica e motivazioni.
La posizione espressa è altrettanto chiara: qualora qualcuno disponga di elementi concreti che dimostrino un collegamento, il comitato chiede che vengano resi pubblici e soprattutto sottoposti alle autorità competenti. In caso contrario, viene rivolto l’invito a evitare “accostamenti e insinuazioni privi di fondamento”.
La preoccupazione dichiarata dai promotori della mobilitazione è che l’episodio possa finire per spostare il confronto dal tema originario, quello della salvaguardia dell’Oasi urbana di via Goito, a una discussione sulla condotta del movimento.
“La nostra posizione rimane quella di sempre: difesa dell’oasi verde di via Goito”, ribadisce il comitato, annunciando di voler proseguire la propria azione attraverso “gli strumenti della democrazia, della partecipazione e del confronto pubblico”.
Nel comunicato compare anche un riferimento diretto a Frangerini Impresa. Il Comitato diffida infatti chiunque, “compresa la ditta Frangerini”, dall’alimentare direttamente o indirettamente ricostruzioni che possano attribuire al comitato o ai suoi partecipanti responsabilità per fatti dai quali dichiara di essere “completamente estraneo”.
Una replica che arriva dopo il duro comunicato con il quale Frangerini Impresa aveva annunciato di voler sottoporre ai propri legali dichiarazioni e contenuti ritenuti falsi o lesivi della propria reputazione, precisando che eventuali responsabilità sarebbero state valutate individualmente.
Le due posizioni restano dunque profondamente distanti. Da una parte l’impresa annuncia di voler tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti; dall’altra il Comitato respinge qualsiasi accostamento della propria mobilitazione ad atti illeciti e chiede che il confronto torni esclusivamente sul futuro dell’area di via Goito.
“La nostra battaglia non ha bisogno di ombre né di intimidazioni. Ha bisogno di essere discussa nel merito. L’Oasi di via Goito si difende alla luce del sole”, conclude il comitato.


