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Sicurezza degli edifici, nasce il gruppo tecnico permanente della prefettura

L'impegno del prefetto Dionisi dopo la tragedia di via Bonomo: "Non si tratta di creare allarmismi ma di fare prevenzione"

LIVORNO – Sicurezza degli edifici, nasce il gruppo tecnico permanente della prefettura.

Dopo la recente tragedia di via Bonomo, la Prefettura di Livorno muove passi concreti sul fronte della sicurezza degli edifici. Il prefetto Giancarlo Dionisi ha infatti promosso un tavolo di confronto con Comune, Provincia, Vigili del Fuoco, Genio Civile, ordini professionali e associazioni di settore per avviare un sistema permanente di prevenzione e censimento delle criticità.

L’iniziativa prende le mosse dai troppi episodi registrati negli ultimi anni lungo la costa labronica tra cedimenti di balconi, intonaci, coperture e cornicioni, riportando alla mente anche il drammatico precedente del 2021 in via Buontalenti. Particolare attenzione è stata posta sull’invecchiamento del patrimonio immobiliare: circa il 70 per cento dei fabbricati livornesi è stato infatti costruito prima del 1960.

“La città negli anni ci ha mandato segnali seri e ripetuti e credo che oggi tutti dobbiamo interrogarci sulla nostra parte di responsabilità – ha dichiarato il prefetto –. Le eventuali responsabilità penali per quanto accaduto in via Bonomo saranno accertate esclusivamente dalla Magistratura e su questo non può esservi alcuna sovrapposizione. Esiste però un’altra responsabilità, istituzionale, amministrativa, professionale e civica, che riguarda tutti noi: le istituzioni, i proprietari, gli amministratori di condominio, i professionisti e gli stessi cittadini. Quando una comunità riceve ripetutamente segnali di rischio, abbiamo il dovere di riconoscerli e di non ignorarli”

L’obiettivo fissato dalla prefettura è quello di superare la logica dell’emergenza per costruire una vera e propria “cartella clinica dell’edificio”. Un archivio in grado di tracciare la storia manutentiva di ogni immobile, raccogliendo interventi, verifiche, segnalazioni e ordinanze per evitare che i palazzi tornino a essere delle incognite per le istituzioni.

“Non si tratta di stabilire oggi ciò che avrebbe potuto essere fatto ieri – ha sottolineato Dionisi –. Dobbiamo però fare in modo che da domani non esistano più zone d’ombra. Un edificio sul quale si è già intervenuti non può tornare ad essere un edificio sconosciuto al sistema. Non possiamo limitarci ad intervenire quando il cornicione è già caduto o il pericolo è ormai manifesto. La tutela dell’incolumità delle persone deve venire prima di tutto”

Operativamente, la riunione ha sancito la nascita di un Gruppo tecnico permanente gestito dalla prefettura che avrà il compito di redigere un modello di mappatura progressiva basato su criteri tecnici oggettivi, senza creare allarmismi o liste di ‘palazzi pericolosi’, ma individuando priorità d’intervento. Verranno incrociati i dati di Comune e vigili del fuoco a partire dall’1 gennaio 2021 per verificare se gli immobili interessati in passato da distacchi siano stati effettivamente messi in sicurezza. Verrà inoltre attivata una corsia preferenziale e semplificata per consentire a cittadini, proprietari e tecnici di inviare segnalazioni immediate sui casi più urgenti.

I controlli non riguarderanno solo il settore privato: Comune e Provincia dovranno effettuare verifiche e aggiornamenti conoscitivi sul patrimonio pubblico, a partire dai plessi scolastici.

“Non possiamo chiedere ai cittadini e ai condomìni di conoscere, controllare e manutenere il proprio patrimonio se le amministrazioni pubbliche non fanno altrettanto. Il settore pubblico deve essere il primo a dare l’esempio»”, ha evidenziato Dionisi.

Il prefetto ha infine ribadito la necessità di un’assunzione di responsabilità collettiva per tutelare l’incolumità pubblica. “Non servono allarmismi. Servono conoscenza, prevenzione, manutenzione e responsabilità. Responsabilità delle istituzioni, dei proprietari, degli amministratori di condominio, dei professionisti e responsabilità civica di chi vede una situazione potenzialmente pericolosa e la segnala. Il degrado non nasce in un giorno: spesso è il risultato di segnali trascurati, manutenzioni rinviate e responsabilità non pienamente esercitate. Sulla pubblica incolumità non possiamo permetterci zone d’ombra. Quando è in gioco la vita delle persone, il nostro dovere è provare ad arrivare prima

© Riproduzione riservata

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