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lunedì 24 Agosto 2026
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Diagnosi oncologica rapida e sicura: all’ospedale di Livorno il paziente non fa due sedazioni

L'utilizzo combinato di EBUS ed EUS posiziona il presidio livornese tra le strutture d'eccellenza a livello nazionale in ambito medico

LIVORNO – All’ospedale di Livorno è stato raggiunto un importante traguardo in ambito medico. Le équipe di Pneumologia interventistica e di Endoscopia digestiva hanno eseguito due distinte procedure diagnostiche nel corso della stessa seduta. Questo approccio combinato ha consentito di prelevare campioni da diverse aree del corpo senza costringere il paziente a subire una seconda sedazione, accelerando notevolmente i tempi per definire la natura e l’estensione di una complessa patologia oncologica. Il successo dell’intervento è il risultato della sinergia tra pneumologi, gastroenterologi, anestesisti, anatomopatologi e infermieri.

La direttrice della Uoc Pneumologia Sud, Filomena Marrelli, ha illustrato i dettagli dell’operazione: “Nei giorni scorsi è stato eseguito, con un’unica sedazione, il prelievo ecoguidato di un linfonodo attraverso le vie respiratorie mediante EBUS (Endobronchial Ultrasound) e quello di una lesione surrenalica attraverso l’esofago con EUS (Endoscopic Ultrasound)”. Marrelli ha poi evidenziato l’importanza della collaborazione interdisciplinare: “L’EBUS, procedura di nostra competenza, ci ha consentito di effettuare in sicurezza il campionamento dei linfonodi mediastinici, ottenendo informazioni fondamentali per la diagnosi e la stadiazione della malattia. L’integrazione, nella stessa seduta, con il lavoro dell’Endoscopia digestiva ha permesso di completare il quadro diagnostico con un evidente vantaggio per il paziente. Il risultato ottenuto è frutto della competenza dei professionisti e, soprattutto, della capacità di lavorare come un’unica squadra”.

L’EBUS prevede l’impiego di un broncoscopio con sonda ecografica per ispezionare, dall’interno delle vie aeree, i linfonodi e le strutture del mediastino (la parte centrale del torace), permettendo di guidare un ago per il prelievo bioptico. L’EUS, invece, si avvale di un endoscopio con sonda ecografica inserito nell’esofago, consentendo di visualizzare le aree circostanti e di effettuare prelievi ecoguidati, come avvenuto per la lesione surrenalica in questo specifico caso.

Raffaele Manta, direttore della Uoc Endoscopia digestiva, ha confermato l’efficacia del metodo: “L’utilizzo dell’EUS, una pratica ormai consolidata nel nostro reparto che associa l’ecografia all’endoscopia, permette di raggiungere e campionare con grande precisione strutture che si trovano in prossimità dell’esofago e dello stomaco. In questo caso abbiamo potuto eseguire il prelievo della lesione surrenalica nella stessa seduta dell’EBUS, contribuendo alla definizione diagnostica. Un risultato che nasce dalla capacità di integrare competenze diverse attorno alle necessità del paziente”.

Il supporto anestesiologico è stato fondamentale. Baldassare Ferro, direttore della Uoc Anestesia e Rianimazione Livorno, ha spiegato: “In procedure complesse e prolungate come questa, il ruolo dell’anestesista è fondamentale per garantire una sedazione adeguata, monitorare costantemente le condizioni del paziente e permettere agli specialisti di eseguire in sicurezza quanto necessario. La possibilità di concentrare più procedure diagnostiche in un’unica seduta richiede un’organizzazione rigorosa e una forte integrazione tra tutte le professionalità coinvolte”.

Anche il personale infermieristico ha giocato un ruolo chiave, come ricordato da Antonella Perini, direttrice della Uoc Assistenza Infermieristica Livorno: “La collaborazione tra le due specialistiche vede come protagonisti indispensabili anche gli infermieri, il cui ruolo è fondamentale nella gestione di procedure complesse come questa. Oltre a garantire la sicurezza del paziente attraverso il monitoraggio continuo dei parametri vitali, il personale infermieristico supporta attivamente i medici durante tutte le fasi della procedura”.

Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, ha sottolineato l’eccellenza raggiunta: “Quando parliamo di medicina ad alta complessità, non parliamo soltanto di tecnologie avanzate, ma della capacità di integrare competenze, esperienza e organizzazione”. Casani ha rimarcato che “la disponibilità di EBUS ed EUS posiziona l’ospedale di Livorno tra le realtà più avanzate”, precisando che poche strutture in Italia possono offrire entrambe le metodiche nella medesima seduta. Ha inoltre ringraziato tutte le unità operative coinvolte – tra cui l’Anatomia patologica, la Chirurgia toracica, la Chirurgia vascolare e l’Oncologia – per aver formato “un pool multidisciplinare in grado di affrontare casi come questo in modo completo, dalla diagnosi al trattamento”.

© Riproduzione riservata

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