PORTOFERRAIO – Morto per un blocco intestinale a Livorno dopo l’attesa dell’elisoccorso, la Asl Toscana Nord Ovest indaga su quanto accaduto.
In relazione alla vicenda legata al decesso nel mese di luglio del signor Roberto Raspolli, l’azienda Usl Toscana nord ovest rinnova innanzitutto il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla moglie e ai familiari per una perdita tanto dolorosa.
Proprio per la gravità del caso, fin dai primi momenti successivi al decesso, l’azienda ha attivato tutte le procedure interne di verifica, con l’obiettivo di ricostruire in modo puntuale la cronologia dei fatti, i tempi dei diversi passaggi assistenziali e le modalità della presa in carico del paziente.
Per verificare l’accaduto la direzione aziendale ha infatti disposto un audit, condotto nell’ambito delle attività previste da normative e procedure per la sicurezza dei pazienti.
Dalla dettagliata analisi effettuata non sono emersi elementi tali da configurare questa complessa situazione come evento avverso. Gli approfondimenti diagnostici e clinici eseguiti nelle ore successive all’arrivo del paziente in ospedale sono infatti risultati necessari per completare il quadro e definire il percorso assistenziale più appropriato, in raccordo con gli operatori presenti all’ospedale di Portoferraio, con il coordinamento del direttore della struttura ospedaliera, e con i consulenti degli ospedali di Livorno e dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.
In base a quanto emerso dalla ricostruzione, i professionisti e le strutture coinvolte in questo percorso hanno gestito il paziente in modo appropriato, svolgendo tutti gli approfondimenti e i passaggi necessari, con la disponibilità degli specialisti in sede e nella rete ospedaliera di area vasta e con un’assistenza personalizzata in base alle esigenze del paziente, che è stato costantemente informato e accompagnato dai familiari, sia durante la permanenza in pronto soccorso a Portoferraio che in terapia intensiva a Livorno. Le comunicazioni con il paziente e con i familiari sono state costanti e opportunamente documentate durante tutto il percorso.
Anche per quanto riguarda il trasferimento con l’elisoccorso, la verifica interna evidenzia tempi di arrivo del mezzo ritenuti compatibili con il livello di urgenza clinica rilevato in quel momento e con l’esigenza di definire il percorso del paziente e a ‘prepararlo’ al trasferimento.
Le tempistiche sono state infatti motivate dalle esigenze di definizione della diagnosi e del percorso appropriato, in un paziente molto anziano e fragile a causa delle numerose comorbilità pregresse e del problema alla base dell’accesso in Pponto soccorso, che purtroppo hanno condotto al decesso nei giorni successivi al trasferimento, malgrado l’impegno del personale e dell’organizzazione sanitaria.
L’azienda comprende il dolore e le richieste di spiegazioni da parte dei familiari, che sono umanamente comprensibili nella perdita di una persona cara, auspicando al contempo l’altrettanto doveroso rispetto nei confronti dei professionisti sanitari, che operano in condizioni di alto impegno lavorativo in particolare nelle strutture di pronto soccorso delle aree turistiche.
Resta confermata la piena disponibilità dell’azienda Usl Toscana nord ovest a mantenere un rapporto di ascolto e trasparenza con la famiglia, nel rispetto della verità dei fatti, della memoria del signor Raspolli e del lavoro degli operatori che lo hanno preso in carico e curato con dedizione e professionalità.


