CAMPIGLIA MARITTIMA – L’infrastruttura ferroviaria cittadina si trasforma in un presidio permanente di inclusione sociale e creatività contemporanea. Con una cerimonia ufficiale programmata per la giornata oggi (sabato 1° agosto) alle 18,30, la stazione di Campiglia Marittima diventa la cornice d’eccezione per il momento finale del percorso istituzionale legato alla sensibilizzazione sui diritti civili e alla lotta ad ogni forma di pregiudizio. L’iniziativa rappresenta l’atto di chiusura di un articolato piano di interventi culturali promosso dall’amministrazione locale per lasciare un’impronta duratura sul tessuto urbano e sulla coscienza collettiva.
L’evento di restituzione pubblica segna il coronamento del percorso denominato Pagine Visibili, una progettualità complessa che ha visto l’amministrazione comunale operare in stretta sinergia con la rete RE.A.DY, avvalendosi della collaborazione operativa dell’associazione Arcigay Piombino Rainbow APS e del sostegno finanziario garantito dalla Regione Toscana. L’appuntamento in agenda si configura come il risultato pratico di un lavoro di rete strutturato nel tempo, ideato per valorizzare la diversità e contrastare attivamente le marginalizzazioni attraverso il linguaggio universale dell’espressione artistica.
Protagonista assoluta dell’intervento murario è la figura di Estevan Reder, noto nel panorama internazionale con lo pseudonimo di Vantees. L’autore, di origine brasiliana, ha messo la propria cifratura stilistica al servizio della comunità locale per tradurre in forme e colori i valori cardine dell’iniziativa. Come sottolineato dagli organizzatori nell’illustrare la portata dell’evento, “Si conclude con un evento pubblico all’insegna dell’arte, dell’inclusione e della partecipazione il progetto Pagine Visibili, realizzato dal Comune di Campiglia Marittima nell’ambito della rete RE.A.DY, in collaborazione con Arcigay Piombino Rainbow APS e con il contributo della Regione Toscana”.
L’inaugurazione dell’intervento pittorico presso lo scalo ferroviario costituisce il punto di arrivo di una sequenza di appuntamenti che nei mesi scorsi hanno attraversato il territorio comunale. Il programma ha saputo alternare momenti di dibattito teorico ad azioni pratiche, coinvolgendo cittadini e realtà associative in un confronto aperto sui temi dell’integrazione.
La struttura teorica su cui si è retta l’intera manifestazione ha previsto fasi distinte ma complementari tra loro, pensate per accompagnare la cittadinanza verso la comprensione profonda delle tematiche trattate. Dopo una prima serie di incontri e tavole rotonde focalizzate sul dialogo interpersonale e sulla condivisione delle esperienze, il progetto è giunto al suo epilogo ideale. La fase finale dell’iniziativa ha assunto la denominazione specifica di L’arte di essere, una sezione ideata per trasformare i contenuti teorici emersi dai confronti in un elemento tangibile e fruibile da chiunque attraversi gli spazi pubblici della città.
L’opera realizzata da Vantees si propone dunque come un simbolo permanente di apertura e accoglienza nel cuore di uno dei punti di transito più frequentati del territorio. La scelta del profilo artistico risponde alla volontà di garantire una restituzione visiva di altissimo profilo, capace di dialogare con un pubblico eterogeneo come quello dei viaggiatori e dei residenti. Gli ideatori del progetto hanno evidenziato la portata dell’operazione ricordando che “Dopo i confronti pubblici dedicati all’inclusione, il progetto giunge alla sua terza e ultima parte, che prende il nome L’arte di essere e si propone di lasciare un segno visibile sul territorio grazie alla creatività di Vantees, fotografo e street artist il cui lavoro è riconosciuto a livello internazionale”.


