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martedì 14 Luglio 2026
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Aumento della Tari, Perini (Fdi): “Costi scaricati sulle tasche dei cittadini”

Il consigliere di opposizione individua tre cause degli aumento: "Chiusura del termovalorizzatore, porta a porta e promesse di Tari gratis"

LIVORNO – L’aumento della Tari finisce al centro di un durissimo attacco politico a firma del centrodestra. A sollevare la questione è Alessandro Perini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che punta il dito senza mezzi termini contro le scelte della giunta e del Partito Democratico, parlando apertamente di “costi scaricati sulle tasche dei cittadini per precise volontà politiche”.

“Dati alla mano – dice Perini – sono almeno tre le scelte che servivano a coltivare il consenso e che ora costano milioni di euro: chiusura del termovalorizzatore, porta a porta, la promessa della Tari gratis“.

Il consigliere comunale analizza nel dettaglio quella che definisce la decisione più critica, ovvero lo stop all’impianto di incenerimento cittadino. “Partiamo dalla più grave: già nel 2022 Aamps aveva messo in guardia che la chiusura del termovalorizzatore avrebbe pesato sui bilanci aziendali per 900mila euro al mese, costiche alla fine paghiamo con le tasse. Una valutazione anche troppo ottimistica, visto che solo una parte di questi costi, lo smaltimento del rifiuto indifferenziato presso altre regioni, veniva stimato in 4,3 milioni annuali, che invece sono stati 5,3″.

Perini non risparmia una stoccata politica sulla paternità del provvedimento, tracciando un parallelo con la precedente amministrazione: “Ormai ne abbiamo la prova, la chiusura del Tvr è stata una decisione che qualsiasi amministratore responsabile avrebbe evitato. Invece di spiegare l’importanza di smaltirci i nostri rifiuti in proprio, il Pd è andato dietro alle favole grilline; anche la giunta 5 Stelle aveva promesso la chiusura del Tvr, ma aveva avuto almeno il buonsenso di non farlo davvero”.

L’altro grande tema di scontro è la modalità di raccolta dei rifiuti, con il sistema del porta a porta finito nel mirino per costi e decoro urbano. “La seconda scelta sbagliata – incalza il consigliere di Fratelli d’Italia – è stata andare avanti con il porta a porta per non ammetterne il fallimento di questo approccio da eco-estremisti. Sottomettere i cittadini ai giorni e agli orari del ritiro per fingere di essere i “campioni del riciclo dei rifiuti” ha paradossalmente portato a riciclare meno di prima”. 

Una situazione che, secondo l’esponente dell’opposizione, si riflette direttamente sullo stato di pulizia dei quartieri: “Fare meno differenziata è già di per sé un costo ulteriore, ma così facendo la città è anche più sporca. I rifiuti sono sparsi ovunque, e non si tratta di banale inciviltà, ma della risposta ‘arrangiata’ di migliaia di cittadini soffocati dai pochi passaggi per la raccolta e, nei quartieri dove sono presenti, dalla scarsa capienza dei cassonetti”.

© Riproduzione riservata

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