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Camera di Commercio, 10 anni dell’Organismo per la composizione delle crisi da sovraindebitamento

Oltre mille istanze gestite e 34 milioni di debiti rinegoziati per salvare famiglie e imprese

LIVORNO – Un presidio per la legalità, la tenuta sociale e la rinascita economica del territorio. È questo il bilancio di 10 anni di attività dell’Organismo per la Composizione delle Crisi da sovraindebitamento (Occ) della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, istituito nel giugno 2016 e competente per le province di Grosseto e Livorno.

Iscritto al Registro del Ministero della Giustizia, in questo decennio l’Occ, operando in rete grazie al lavoro svolto dai Gestori della Crisi iscritti agli Ordini professionali di Avvocati e Commercialisti e dai Centri di Ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura gestiti sul territorio dalle Misericordie (da Castagneto Carducci a Portoferraio, da Grosseto a Follonica), si è affermato come un vero e proprio “salvagente” per tutti quei soggetti, imprese o consumatori, che, schiacciati da debiti divenuti insostenibili, non potevano accedere alle procedure fallimentari ordinarie. L’obiettivo per i prossimi anni rimane quello di intercettare le situazioni di crisi in modo ancora più tempestivo, per aiutare chi ha la possibilità di superare il sovraindebitamento.

Che cos’è l’Occ e come funziona

Il sovraindebitamento è una situazione di squilibrio cronico tra i debiti accumulati e il patrimonio liquidabile a disposizione per pagarli. L’Occè l’ente pubblico e imparziale che permette a consumatori, piccole imprese, lavoratori autonomi, professionisti, start-up e imprenditori agricoli di accedere alle procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Rivolgersi all’Occ, per chi ha i requisiti di meritevolezza, consente di ottenere tutele in caso di sovraindebitamento: il blocco delle azioni esecutive (come i pignoramenti dello stipendio o le aste sulla prima casa ed il blocco è concesso dal Giudice solo al momento della presentazione della procedura in Tribunale), la riduzione del debito (pagando solo ciò che è realmente sostenibile), la cancellazione dei debiti residui (esdebitazione) e la riabilitazione nelle banche dati finanziarie. Le procedure principali spaziano dalla Ristrutturazione dei debiti del consumatore, al Concordato Minore, dalla Liquidazione Controllata fino all’Esdebitazione del debitore incapiente.

Il bilancio dei 10 anni: i numeri dell’Occ

La crescente importanza di questo strumento è testimoniata dai numeri: dal 2016 al 2025 l’Organismo ha ricevuto e gestito 1.129 istanze, registrando un’impennata nel biennio 2024-2025 (rispettivamente con 168 e 179 richieste annuali) e nel primo semestre dell’anno in corso sono state già 78.

Il vero impatto dell’OCC, tuttavia, si misura nel volume finanziario delle pratiche andate a buon fine: i Tribunali di Livorno e Grosseto hanno emesso 292 decreti di omologa. Grazie a questi piani, quasi 34 milioni di euro di debiti iniziali insostenibili sono stati rinegoziati, riducendo l’esposizione finanziaria a poco più di 10,6 milioni di euro di debiti effettivamente rimborsabili. Un “risparmio” di oltre 23 milioni di euro che ha evitato il collasso di centinaia di famiglie e piccole realtà aziendali locali, a cui si aggiungono quasi 3 milioni di euro stralciati integralmente per i soggetti totalmente “incapienti”.

Storie di rinascita: alcuni esempi concreti

Dietro ai numeri, ci sono casi concreti in cui l’Occ, grazie alla collaborazione con i tribunali, ha permesso di restituire una “seconda opportunità” in situazioni apparentemente disperate. Un esempio riguarda il salvataggio della prima casa con mutuo ipotecario: una famiglia monoreddito, travolta da imprevisti medici e spese condominiali straordinarie, non riusciva più a pagare i finanziamenti. Con un piano di ristrutturazione, l’Occ ha bloccato la cessione del quinto, salvato la casa di proprietà permettendo il regolare pagamento del mutuo, e ridotto i debiti non garantiti a poco più del 13 per cento, pagabili in 5 anni con una rata sostenibile.

Una giovane commerciante di soli 23 anni, invece, era stata costretta a chiudere il suo negozio di abbigliamento per i costi troppo alti. Pur avendo pagato fornitori e tasse, le restava un debito bancario che essendo tirocinante con un reddito minimo, non riusciva a pagare. Le è stata riconosciuta l’assenza di colpa e concessa l’esdebitazione totale come “debitore incapiente”, evitandole di restare segnata a vita da un fallimento giovanile.

Un altro caso ha riguardato un cittadino costretto a lasciare il lavoro per una grave patologia invalidante, con due figli disoccupati a carico, che era finito in una spirale di piccoli finanziamenti per sopravvivere. Il tribunale, tramite l’Occ, gli ha concesso l’esdebitazione totale, sbloccando la pensione dai pignoramenti per garantire i bisogni vitali della famiglia.

Un ultimo esempio concreto riguarda un professionista gravato da ingenti debiti erariali. Il professionista ha proposto un Concordato Minore per poter proseguire la propria attività lavorativa. Nonostante il parere inizialmente contrario al Concordato, l’Occ ha dimostrato al Tribunale che la continuazione dell’attività avrebbe garantito allo Stato un recupero di denaro maggiore rispetto alla chiusura forzata e alla vendita dei beni. Il Tribunale ha quindi forzato l’approvazione del piano (cram-down), salvando l’attività del professionista e garantendo un recupero ottimale per l’erario.

Come accedere al servizio

Uscire dalla spirale del debito è un diritto previsto dalla legge. Per informazioni e per attivare la procedura, è possibile rivolgersi gratuitamente ai Centri di Ascolto territoriali e agli uffici della Camera di Commercio: tutte le informazioni sul sito camerale.

© Riproduzione riservata

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